Il regalo per la Festa della mamma

Per la Festa della mamma si usa fare dei regali, ma forse il dono più prezioso è il tempo condiviso con i propri cari. Un ricordo personale invita a riflettere sul valore autentico degli affetti.
11.05.2026
2 min
Fiori rosa e bianchi con una tazza rosa decorata a forma di cuore, un biglietto che dice "Buona Festa della Mamma!" e un regalo avvolto con un

Da qualche giorno una scena – dal passato, diciamo “molto” passato - mi si presenta alla mente. È sera, ho terminato il lavoro in ospedale alle 19 e sto febbrilmente preparandomi per uscire con mio marito. È il 31 dicembre ed eccezionalmente lasciamo la famiglia per cena e concerto altrove. Mia madre mi segue con lo sguardo e i bambini giocano con il cane. Tutto tranquillo in casa. Auguri frettolosi, arrivederci all’anno prossimo e via.

Inutile dire che festa e concerto non hanno lasciato un segno indelebile nella memoria ma un segno indelebile c’è stato. Un fastidioso senso di non giusto, di occasione persa, di inutile sperpero di bello, di prezioso.

Come ogni anno, anche quest’anno i miei figli mi hanno telefonato per la Festa della mamma. A quel figlio che ricorda sempre tutto del passato racconto il mio “fastidioso” pensiero. Si, perché oltre la sensazione di aver “perso” qualcosa c’è anche il pensiero, grave per me, di non aver provveduto a lasciare, in quel lontano 31 dicembre qualcosa di speciale da mangiare e bere per i miei. Proprio io che sono abituata a “compensare” le mie assenze di lavoro con cose buone sulla tavola quella sera, non come le altre, avevo pensato solo a me stessa.

Mio figlio ascolta, ricorda benissimo quel lontano 31 dicembre, ricorda che siamo stati, mio marito ed io, al Marsöl e il nome della band che suonava, ma loro a casa – mi dice – si sono divertiti molto quella sera. L’ava (mia mamma) ha preparato dei buonissimi toast con tonno e asparagi ed hanno giocato con il suo cane. Meravigliosa mamma e ava, non ti ringrazierò mai abbastanza.

Respiro sollevata, ecco il mio regalo della Festa della mamma. Pace per la mia coscienza e un figlio buono, anzi due figli buoni. Eppure vorrei poter ritornare in quel tempo. E non avrei dubbi: a preferire allo scintillio di quel Capodanno e alla sua cena con cinque portate, quello degli occhi dei miei bambini e di mia mamma. Perfino quelli buoni del cane Rex.

Nicoletta Noi-Togni