Comunicato stampa Gruppo Vigilanza Comunale Roveredo
A Roveredo (Grigioni) non è solo una questione di fatture. È, ancora una volta, una questione di fiducia tra cittadini e istituzioni. L’invio, in questi giorni, delle richieste di pagamento della tassa turistica per l’anno 2026 ai proprietari di abitazioni secondarie e rustici, non domiciliati nel Comune, riapre una ferita che in realtà non si è mai rimarginata.
Perché qui il nodo non è soltanto economico. È giuridico e, soprattutto, politico. Se davvero — come sostenevano i referendisti — manca una base legale chiara e inattaccabile, allora il problema diventa serio. Molto serio. Si può chiedere ai cittadini di pagare un’imposta quando la sua legittimità è messa in dubbio?
La votazione popolare dello scorso anno aveva già mostrato un Comune spaccato, attraversato da perplessità e opposizioni tutt’altro che marginali. Oggi quelle stesse perplessità tornano con forza, accompagnate da un invito esplicito: non pagare, ma contestare. Una presa di posizione che segna un salto di qualità nello scontro istituzionale.
È un terreno scivoloso. Da un lato, un’autorità comunale che procede convinta della correttezza del proprio operato; dall’altro, una parte di cittadini che non solo contesta, ma si organizza per reagire, con il supporto del Gruppo di Vigilanza Comunale. In mezzo, il rischio concreto di una raffica di ricorsi e di un clima sempre più teso.
In casi come questo, la questione fondamentale è una sola: la legittimità deve essere cristallina, non presunta. Perché quando il dubbio si insinua, non basta più inviare fatture. Serve chiarezza, trasparenza e, forse, anche la disponibilità a rimettere tutto in discussione.
Altrimenti, più che una tassa turistica, quella di Roveredo rischia di diventare una tassa sulla fiducia. E quella, una volta persa, è la più difficile da recuperare.
GVCR