4 luglio 2026: La piccola isola di Lampedusa accoglie Papa Leone XIV. Vuole ricordare i migranti morti su queste spiagge e quelli accolti e tratti in salvo dagli indigeni. Depone un fiore, bianco e giallo, sulla fossa del piccolo Jusuf ed accarezza la targa commemorativa della visita di Papa Francesco che ha dedicato la sua prima visita papale proprio a quel luogo. Si sofferma su quegli scogli testimoni di tante tragedie umane, percorre il tratto sulla scogliera dedicato al Papa predecessore, guarda quelle mani di pescatori che hanno accolto e salvato ed ascolta le parole rotte dall’emozione di Suor Ausilia che ha tenuto il corpicino morto di Jusuf tra le braccia e non può dimenticare lo strazio della giovane mamma. Davanti a quel mare di drammi il Papa lancia il suo appello all’umanità per l’umanità, all’Europa che dovrebbe fare di più, alle capacità ed al “sentire” dell’uomo che ha corpo e mente, cuore e anima.
4 luglio 2026: L’ America festeggia i 250 anni della sua indipendenza. Da cornice una coreografia che, per volontà del presidente vuole emulare la grandeur francese con un Arco di Trionfo, senza tuttavia riuscirci. Riuscendo soltanto ad essere pacchiano; pacchiano e delirante anche il discorso del Presidente che come solito non si fa mancare l’incenso smodato e le affermazioni inveritiere e truci. Parlando dei funerali in corso a Teheran “Potremmo ucciderli tutti” dice e annovera tra i suoi successi il permesso delle armi in casa per gli americani. Un perfetto candidato per il Nobel per la Pace! La natura gli rovina comunque la scena o meglio detto la giornata. Pioggia, vento e fulmini non risparmiano la grandeur americana che deve accontentarsi di un programma a metà. Risparmiata ci viene la sfilata di politici, nobili, imprenditori dalle tasche molto piene occidentali che di solito accorrono, in atteggiamento servile quando Trump chiama. Prendiamolo come un miglioramento.
4 luglio 2026: La grande piazza di Teheran è nera, grandemente nera e affollata. Si celebrano i funerali dell’ Ayatollah Khomeini che ha guidato il Paese fino al 28 febbraio scorso, data dell’inizio della guerra di America e Israele contro l’Iran. Le preghiere sono intercalate da elogi funebri e da minacce contro gli autori della sua uccisione. La scena è inquietante e non sappiamo cosa aspettarci. Anche le persone sulla piazza non sanno cosa aspettarsi. Intanto chinano il capo, come stanno facendo da molto, molto tempo.
È sempre il 4 luglio 2026: la gente va in vacanza, gli aeroporti sono affollati, bambini e grandi via verso mete diverse, mare, città, montagne, laghi, tutti sembrano felici. Le follie del mondo, le bizze della natura, le ingiustizie umane: tutto dimenticato?
Nicoletta Noi-Togni