Da un lato, il prof. Charles Gallo ha recentemente richiamato l’attenzione sullo stato dell’edificio, parlando di “pietoso degrado” e di progressivo deterioramento. Nel suo intervento sottolinea il valore storico e artistico del complesso, citando studiosi che ne hanno riconosciuto l’importanza nel panorama barocco della Mesolcina. Sant’Anna viene descritta come uno degli edifici più armonici e significativi della regione, frutto dell’opera dei Magistri mesolcinesi, il cui contributo storico ha inciso anche sulla prosperità del territorio.
Secondo questa lettura, il rischio non sarebbe soltanto materiale, ma anche simbolico: la perdita o l’ulteriore danneggiamento di un simile monumento rappresenterebbe una ferita per l’identità culturale locale. L’intervento del professore si configura quindi come un appello alle autorità e alla collettività affinché si eviti che, per inerzia o mancanza di volontà, il bene venga compromesso irreversibilmente.
Dall’altro lato, il gruppo di lavoro responsabile della tutela della chiesa, guidato da Moreno Lussana, respinge l’idea di abbandono. Secondo quanto comunicato, da oltre cinque anni è attivo un progetto strutturato di restauro, in collaborazione con uno studio di ingegneria qualificato, con l’Ufficio dei Monumenti Storici e con specialisti della SUPSI. Sarebbero già stati investiti circa 500’000 franchi per interventi strutturali fondamentali, tra cui il risanamento dell’umidità, il rifacimento della copertura e la messa in sicurezza dell’edificio.
Attualmente si starebbero approfondendo questioni delicate come il microclima interno — particolarmente complesso vista la vicinanza al fiume Traversagna — e la salvaguardia delle tele. Per completare il progetto resterebbe tuttavia da reperire circa un milione di franchi. Il gruppo di lavoro sottolinea quindi che l’ostacolo principale non sarebbe l’assenza di volontà, bensì la necessità di risorse finanziarie adeguate.
Le due posizioni condividono un punto fondamentale: Sant’Anna è un bene culturale di grande valore, che merita di essere preservato. Divergono invece nella valutazione dello stato attuale e dell’efficacia degli interventi intrapresi.
Per permettere ai nostri lettori di valutare correttamente la situazione, alleghiamo le due lettere ricevute.
In gioco non vi è soltanto un edificio, ma una parte della memoria storica del territorio.