9 gennaio 1951 – 9 gennaio 2026
Il Cec era conosciuto da molti come titolare dell’impresa specializzata nel rifacimento dei tetti in piode, attività rilevata dal padre Ulrico - anche lui sopranominato “Cec” - nel 1985 e portata avanti con competenza, passione e grande rispetto per la tradizione. Un lavoro duro, antico, intimamente legato alla montagna e al territorio, che Luigi ha saputo custodire e valorizzare per tutta la sua vita professionale. Attraverso la sua impresa ha contribuito in modo determinante alla conservazione del patrimonio edilizio locale: dai tetti dei cascinali alpestri ai numerosi edifici privati, grandi e piccoli, fino al restauro di opere di grande valore storico, come il Castello Visconteo a Locarno, Madonna delle Grazie a Bellinzona, Rotonda di San Bernardino e le case ticinesi del museo del Ballenberg e il nucleo di Curzutt. Tracce concrete del suo lavoro restano visibili ancora oggi, solide come la sua dedizione.
Prima di assumere la guida dell’impresa di famiglia, Luigi aveva seguito una formazione come disegnatore presso il rinomato studio di architettura Tallone di Bellinzona, dove conseguì il diploma nel 1970. Una base tecnica e culturale che lo accompagnò per tutta la vita, rafforzando il suo approccio preciso, attento e consapevole al lavoro.
Al primo incontro poteva apparire austero, riservato, persino severo. Ma chi ha avuto la fortuna di conoscerlo davvero ha scoperto ben presto un uomo dal cuore grande, caloroso e disponibile, profondamente umano. Dietro quell’apparente durezza si nascondevano simpatia, riconoscenza e una generosità sincera, mai ostentata.
Queste qualità lo hanno guidato anche nella conduzione dell’impresa. Luigi esigeva rispetto, puntualità e precisione dai suoi collaboratori, ma sapeva riconoscere la fatica e il valore di un lavoro come quello di posare pesanti piode. Era presente, attento alla sicurezza, capace di individuare errori e situazioni rischiose al primo colpo d’occhio. Un datore di lavoro serio e responsabile, punto di riferimento per diverse famiglie di Lostallo e del Moesano. Anche i numerosi artigiani che hanno collaborato con lui lo hanno stimato per la sua competenza, la correttezza e l’umanità. Un impresario autentico, genuino, un personaggio che ha segnato la nostra regione e un’arte – quella del risanamento dei tetti in piode – che Luigi conosceva come pochi.
Da metà anni ’90, visto come l’attività dei tetti in piode si indeboliva, ha affiancato l’attività di posa e noleggio ponteggi.
Luigi Monighetti ha inoltre servito il Comune di Lostallo quale municipale e vicesindaco per nove anni, dall’inizio del 1996 alla fine del 2004. Nel suo impegno pubblico ha sempre difeso con fermezza le proprie convinzioni, senza timore di sostenere posizioni critiche quando riteneva che un approccio fosse troppo teorico o distante dalla realtà. Uomo del fare, concreto e orientato alle soluzioni, è stato un pilastro del Municipio di allora, sempre disponibile al confronto costruttivo. Anche grazie al suo impulso, nel 1996 venne realizzata la piazza del 500°, in occasione delle celebrazioni per i cinquecento anni dell’entrata del Moesano nella Lega Grigia.
Il Cec non ha mai fatto mancare il proprio sostegno alle società del paese, e di valle contribuendo con discrezione a manifestazioni e iniziative, così come alle attività sportive giovanili. Lo ricordiamo anche come volontario con la società cacciatori Groven, sempre pronto a rimettere in sesto il tetto di una cascina.
Padre orgoglioso e profondamente legato alle figlie, lascia Damia e Vanessa e la moglie Ivana. A loro vanno le nostre più sentite e sincere condoglianze, unite al ricordo riconoscente di una comunità che non dimenticherà il suo esempio, il suo lavoro e la sua umanità.
NG