A Roveredo il Carnevale è di tutti, il pallone no !

La scorsa settimana il Comitato d'iniziativa popolare "Carnevaa per tucc" ha consegnato al Comune di Roveredo ben 280 firme, quasi il doppio delle 150 necessarie, per chiedere al Municipio di indire una votazione popolare sulla modifica della Legge di polizia locale.
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L'obiettivo è tanto semplice quanto legittimo: garantire a tutti i cittadini pari diritti e pari opportunità durante i festeggiamenti carnevaleschi. In una democrazia, dovrebbe essere una richiesta quasi scontata.

La replica del presidente della Lingera, Simone Giudicetti, è invece arrivata con sorprendente rapidità. Anziché cogliere l'occasione per aprire un confronto sereno e costruttivo, ha preferito evocare la sospensione del Carnevale già dal 2027 qualora l’iniziativa dovesse essere legittima o approvata dal popolo.

Una presa di posizione che assomiglia più a un ultimatum che a un invito al dialogo.

L'immagine che viene spontanea è quella dei bambini che, vedendo la partita mettersi male, raccolgono il pallone e tornano a casa. Con una differenza sostanziale: il Carnevale di Roveredo non è il giocattolo di qualcuno, ma una manifestazione appartenente all'intera comunità.

Da mesi i promotori ripetono che questa iniziativa non è contro la Lingera. Nessuno vuole cancellare una società che da decenni anima il Carnevale. Si chiede semplicemente di aggiornare un modello organizzativo che negli ultimi anni ha mostrato limiti evidenti, creando divisioni invece che favorire partecipazione.

Eppure si continua a descrivere l'iniziativa come un'aggressione, quasi che chiedere pari diritti equivalga a dichiarazione di guerra. È una narrazione difficile da sostenere quando il testo dell'iniziativa parla esclusivamente di uguaglianza di trattamento.

In politica, come nella vita, esiste una sottile differenza tra autorevolezza e volontà di controllo. La prima convince, la seconda impone. E quando il primo argomento diventa la minaccia di interrompere una manifestazione storica, forse significa che gli argomenti migliori sono rimasti nel cassetto.

Il Carnevale è nato come momento di incontro, di allegria e di condivisione. Non dovrebbe mai trasformarsi in uno strumento di contrapposizione o, peggio ancora, in un privilegio riservato a pochi. Se davvero è la festa del paese, allora il paese deve poter contribuire anche a definirne le regole.

Per questo invitiamo i cittadini a sostenere la futura votazione popolare. Non per dividere Roveredo, ma per ricucire ciò che negli ultimi anni si è progressivamente lacerato. Le regole devono garantire tutti, non soltanto chi, di volta in volta, si trova nella posizione di decidere.

Concludiamo con una riflessione del regista americano Bill Lawrence, che sembra scritta appositamente per situazioni come questa:

«In alcuni momenti, rinunciare al potere è l'atto più potente che si possa compiere.»

Forse è arrivato il momento di comprenderlo. Perché un Carnevale aperto a tutti non indebolisce nessuno. Al contrario, rende più forte l'intera comunità.

E, soprattutto, permette finalmente di giocare la partita fino al novantesimo, senza che qualcuno si porti via il pallone.

Gruppo Vigilanza Comunale Roveredo GVCR