Non è permesso giocare con la vita

La zanzara tigre è un serio pericolo anche nel Moesano. Ciononostante, la cosa non viene tenuta nella dovuta considerazione né dai privati cittadini né dalle autorità comunali mentre il Cantone seppur consapevole del pericolo, fatica ad imporre la necessaria protezione.
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Zanzara con strisce bianche e nere in primo piano, appoggiata su una superficie. Sfondo sfocato verde.

Ho ascoltato la trasmissione radiofonica “Grigioni sera” di ieri. 24 luglio 2024, e mi sono arrabbiata. Ma come, siamo ancora a questo punto? Ad essere la zona svizzera praticamente più inquinata dalla presenza della zanzara tigre, potenzialmente portatrice di malattie gravi, addirittura mortali quali la Dengue? San Vittore il paese più colpito – dice il funzionario del Cantone ai microfoni RSI – ma tutta la bassa Mesolcina risulta toccata dal fenomeno. Focolai minori si registrano lungo la A13 ma i recenti rilievi di colonie di questi insetti (1000 uova in un unico posto) presenti a San Vittore è esponenziale. E rappresenta un pericolo di sanità pubblica!

Eppure mi ricordo molto bene lo sforzo intrapreso dalla ex collega di Municipio, Tessa Rosa Castorina negli anni 2022/23 e 24, in parte autonomamente come cittadina, in parte come municipale, per combattere la zanzara tigre. Mi ricordo bene che aveva dovuto lottare non solo contro le zanzare ma anche contro lo scetticismo, addirittura l’ostracismo di persone che non volevano credere a questo pericolo, soprattutto non volevano che si toccasse la loro sfera privata con richieste di misure protettive, risananti per la loro salute e per quella della collettività, che consistevano poi nel dotare determinate superfici di acqua stagnante con appositi granelli, forniti dallo Stato stesso. Certo anche il Comune era chiamato a fare la sua parte su suolo pubblico, ciò che veniva fatto e si spera venga fatto anche oggi. Ma, non possiamo chiedere alle zanzare di distinguere tra suolo pubblico e suolo privato. Sta qui il problema? In quel periodo avevamo anche cercato con informazioni internet e conferenza pubblica di informare le persone sui pericoli e sulle misure di difesa con il sostegno del Cantone e degli specialisti della SUPSI che sono riusciti a fare un buon lavoro in Ticino. Sforzi i nostri che non avevano certo incontrato l’interesse della popolazione.

Il Canton Grigioni mette a disposizione specialisti come Sacha Gregori che in questi anni si è impegnato molto nella lotta alla zanzara tigre nella nostra regione. Il suo impegno, la sua intenzione di bene pubblico li abbiamo colti nell’intervista alla RSI. Il Cantone finanzia anche certe misure, prodotti, informazioni ma purtroppo non fa ciò che in questo caso potrebbe. Ordinare, imporre, obbligare. Paura di calpestare i piedi a qualcuno? O di guardare in posti critici, il controllo veicoli sulla A13 a San Vittore è insospettabile? In ogni caso la sanità è principalmente un compito cantonale e quando si manifesta un problema di sanità pubblica il Cantone non può stare a guardare.

Nessuno dovrebbe stare a guardare e il sacrosanto privato cessa di essere tale quando c’è di mezzo la vita di tutti. Neppure anni di individualismo (per non dire egoismo) possono cancellare questa realtà. Perché non è permesso giocare con la vita di nessuno. Né con la propria, né con quella degli altri.

Nicoletta Noi-Togni