Zanzara tigre nel Moesano: situazione e misure di prevenzione

La zanzara tigre è ormai presente anche nel Moesano. Con Claudia Erndle, responsabile del settore sorveglianza zanzare, facciamo il punto sulla diffusione dell’insetto, sui provvedimenti adottati e sulle misure preventive a disposizione di cittadini e Comuni.
18.05.2026
4 min
Donna sorridente con occhiali, capelli corti e grigi, vestita con un blazer verde e una maglietta scura. È appoggiata a un parapetto in un ambiente

La zanzara tigre è ormai una presenza stabile anche nel Moesano. Negli ultimi anni il fastidioso insetto, noto non solo per le sue punture ma anche per i rischi sanitari legati alla possibile trasmissione di malattie virali, si è progressivamente diffuso nella regione. Per capire quale sia la situazione attuale, quali misure siano state adottate dalle autorità e che cosa possano fare concretamente cittadini e Comuni per limitarne la proliferazione, abbiamo rivolto alcune domande a Claudia Erndle, cittadina di Mesocco, collaboratrice scientifica dell' Istituto di microbiologia - Settore Vettori della Scuola Universitaria della Svizzera italiana.

  1. Qual è oggi la situazione della zanzara tigre nel Moesano?
    Negli ultimi anni la sua presenza è aumentata sensibilmente: quali sono le aree della regione maggiormente toccate dal fenomeno?

Le prime zanzare tigre schiuderanno nei prossimi giorni, non appena le temperature saliranno leggermente. La loro presenza è attestata da San Vittore fino a Soazza; a Castaneda sono stati rilevati anche alcuni campioni positivi isolati, che però fanno pensare più a un’introduzione dal fondovalle che a una popolazione stabile. Le popolazioni stabili sono presenti da San Vittore fino a Cama e negli ultimi due anni si osserva una forte espansione anche a Lostallo.

  1. Quali provvedimenti hanno adottato finora le autorità comunali e cantonali per monitorare e contenere la diffusione della zanzara tigre nel Moesano?

Il monitoraggio di questa specie invasiva rientra nelle competenze del Cantone. Dal 2016 l’Ufficio dell’ambiente e della natura coordina e finanzia le attività di monitoraggio. I Comuni si occupano della sostituzione delle trappole e dell’invio dei campioni per le analisi. La lotta alla zanzara tigre è invece di competenza comunale: operatori comunali appositamente formati intervengono a intervalli regolari per il trattamento dei focolai larvali pubblici, come ad esempio i pozzetti delle acque di scarico.

  1. Quanto è importante il contributo dei cittadini nella lotta contro questo insetto?
    Quali comportamenti quotidiani possono davvero fare la differenza per limitarne la proliferazione?

Arriviamo ora a un punto fondamentale: si stima che circa l’80 % dei focolai di riproduzione si trovi su suolo privato. Comprensibilmente, il Comune non ha né le competenze né il tempo necessario per intervenire anche in questi ambiti. È quindi indispensabile la collaborazione di tutti.
La misura più semplice ed efficace consiste nell’evitare qualsiasi accumulo di acqua stagnante. Consigliamo di effettuare un controllo settimanale attorno alla propria abitazione per individuare eventuali ristagni. Nei casi in cui non sia possibile eliminare l’acqua, il Cantone mette a disposizione della popolazione un larvicida specifico, che può essere ritirato gratuitamente presso il Comune. Anche questo trattamento deve essere effettuato con cadenza settimanale: sono sufficienti pochi granuli del prodotto.

  1. Che cosa dovrebbero fare concretamente i Comuni per frenare la diffusione della zanzara tigre e prevenire situazioni problematiche durante la stagione estiva?

I Comuni svolgono un ruolo fondamentale, soprattutto nell’informazione e nella sensibilizzazione della popolazione. Poiché una grande parte dei focolai di riproduzione si trova su suolo privato, la collaborazione attiva dei cittadini è indispensabile. È importante sottolineare la necessità di un controllo settimanale attorno alle abitazioni e di rendere nota la possibilità di ritirare gratuitamente i larvicidi, spiegandone anche il corretto utilizzo. Parallelamente, i Comuni devono continuare in modo sistematico la lotta contro i focolai pubblici, per prevenire situazioni problematiche durante la stagione estiva.

  1. Quali consigli pratici si sente di dare alla popolazione?
    Ci sono errori frequenti che favoriscono inconsapevolmente la presenza della zanzara tigre attorno alle abitazioni?

Non sono i granuli in sé a costituire il principio attivo, bensì un batterio presente sulla loro superficie, che agisce contro le larve di zanzara. Anche se dopo una settimana i granuli sono ancora visibili, il trattamento deve comunque essere ripetuto, poiché l’efficacia del batterio diminuisce nel tempo.
Si raccomanda inoltre di evitare i sottovasi, di riporre gli annaffiatoi capovolte e di prestare particolare attenzione ai supporti per ombrelloni, che rappresentano focolai di riproduzione ideali.

In conclusione, vorrei sottolineare che la lotta alla zanzara tigre non serve solo a poter vivere e godere nuovamente degli spazi esterni, come giardini, balconi o cortili, in modo tranquillo, ma contribuisce anche a ridurre il rischio di trasmissione di malattie tropicali, di cui la zanzara tigre può essere vettore e che stanno diventando sempre più frequenti anche in Europa.

La lotta alla zanzara tigre richiede attenzione costante e collaborazione tra autorità e popolazione. Solo attraverso piccoli gesti quotidiani, uniti a un monitoraggio efficace del territorio, sarà possibile contenere la diffusione di un insetto che rappresenta ormai una sfida concreta anche per il Moesano.

Per informazioni più dettagliate cliccare sul link sottostante:

Il rapporto annuale 2025 è consultabile alla seguente pagina.

https://www.gr.ch/DE/institutionen/verwaltung/ekud/anu/ANU_Dokumente/ANU-404-58-25i_Monitoraggio_zanzare_asiatiche_2025.pdf

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