Dopo una lunga esperienza politica a Bellinzona, da quasi quattro anni Decio Cavallini ricopre la carica di vicesindaco e municipale responsabile del dicastero Formazione, Cultura, Sport e tempo libero e Turismo del Comune di Roveredo. Una legislatura iniziata in un clima non facile, segnato da tensioni e da questioni irrisolte, ma che in questi anni ha visto il Municipio ritrovare maggiore coesione e un rapporto più disteso con la cittadinanza. A pochi mesi dalle elezioni comunali per il quadriennio 2027-2030, abbiamo chiesto a Decio Cavallini di tracciare un bilancio del lavoro svolto, affrontare i temi più discussi e delineare le prospettive per il futuro del Comune.
1. Lei ha maturato una lunga esperienza politica a Bellinzona. Quali differenze ha riscontrato amministrando un Comune di dimensioni più contenute come Roveredo, ma confrontato con problematiche complesse e una situazione non facile ereditata dal passato?
L’esperienza maturata a Bellinzona mi ha permesso di confrontarmi con la complessità di un centro cantonale, dove la gestione di grandi dossier, l’interazione costante con le autorità superiori e il coordinamento di strutture amministrative articolate sono all’ordine del giorno. In un Comune di grandi dimensioni le decisioni hanno impatti molto estesi e richiedono una visione strategica di lungo periodo, una forte capacità di mediazione politica e una gestione accurata di interessi talvolta divergenti.
A Roveredo, pur con dimensioni più contenute, mi sono ritrovato di fronte a problematiche altrettanto complesse, aggravate da una situazione non facile ereditata dal passato. Qui la differenza principale è la prossimità: il contatto con la cittadinanza è diretto, quotidiano, e questo rende ogni decisione immediatamente percepibile. Ho cercato di mettere a frutto la visione sistemica acquisita a Bellinzona per affrontare le criticità con metodo e rigore, ma sempre mantenendo un dialogo aperto e un ascolto attento delle persone.
2. A quasi quattro anni dall'inizio della legislatura, quale bilancio si sente di fare? Quali obiettivi sono stati raggiunti e quali restano, secondo lei, ancora da realizzare?
A quasi quattro anni dall’inizio della legislatura posso dire che il risultato più importante è il clima di armonia e collaborazione che si è consolidato all’interno dell’amministrazione e in seno all’esecutivo. Siamo partiti in un contesto segnato da tensioni e da questioni irrisolte, ma il nuovo Municipio ha saputo creare la necessaria coesione, assumendo decisioni collegiali e mantenendo un confronto sereno e rispettoso.
Il mio carattere naturalmente ottimista mi porta ad avere una visione positiva su questi quattro anni e del futuro di Roveredo: credo nelle potenzialità del nostro Comune e sono convinto che, con un lavoro serio e condiviso, possiamo trasformare le criticità in occasioni di crescita. Questo atteggiamento mi aiuta, anche nei momenti più complicati, a cercare soluzioni e non a soffermarmi solo sui problemi, e penso che sia un elemento che contribuisce, come lo fanno d’altronde anche gli altri colleghi, al buon funzionamento del Municipio.
Mi sento comunque di poter affermare che sono stati raggiunti diversi obiettivi, sia sul piano dei progetti concreti sia su quello organizzativo: abbiamo rafforzato alcuni processi amministrativi, promosso iniziative culturali e lavorato sulla qualità del servizio alla cittadinanza. Restano naturalmente delle sfide aperte, come la gestione di dossier complessi e lo sviluppo equilibrato del territorio, ma oggi Roveredo può contare su un esecutivo unito, motivato e orientato a costruire, non a dividere.
3. La cultura ha conosciuto un notevole sviluppo durante questa legislatura, con un sensibile aumento delle iniziative promosse sul territorio. Come valuta il lavoro svolto e quale ruolo attribuisce oggi alla cultura nella vita del Comune?
La cultura, ma non solo, è stata uno degli assi portanti di questa legislatura e rappresenta, a mio avviso, un elemento essenziale per la qualità di vita a Roveredo. In questi anni abbiamo registrato un sensibile aumento delle iniziative sul territorio, frutto sia dell’impegno del Municipio sia della collaborazione con associazioni, realtà locali e singoli cittadini motivati.
Non si è trattato solo di “fare più eventi”, ma di costruire occasioni di incontro, dialogo e partecipazione che rafforzano il senso di comunità e l’identità del paese. La cultura, quando è vissuta in modo inclusivo, diventa un ponte tra generazioni, tra chi è nato qui e chi è arrivato più recentemente, contribuisce alla coesione sociale e rende Roveredo più attrattiva verso l’esterno. È su questa strada che vogliamo proseguire, consolidando quanto avviato e aprendo spazi a nuove idee e nuovi protagonisti.
4. Negli ultimi anni Roveredo è tornato più volte agli onori della cronaca. Sembrava che la situazione si fosse normalizzata, ma un nuovo e più grave problema è emerso con l'arresto, all'estero, di persone ritenute legate alla criminalità organizzata e residenti a Roveredo con regolare permesso di dimora. Il Comune ha chiesto al Cantone interventi più incisivi. A che punto è oggi questa vicenda e quali risultati sono stati ottenuti?
La vicenda degli arresti di persone ritenute legate alla criminalità organizzata, residenti a Roveredo con regolare permesso di dimora, è stata affrontata dal Municipio con grande senso di responsabilità fin dal primo momento. In rappresentanza dell’esecutivo mi sono attivato immediatamente, indicando alle autorità cantonali ciò che ritenevamo utile e necessario venisse intrapreso per evitare il ripetersi di situazioni simili.
Le prime risposte ricevute dal Cantone non sono state rassicuranti né sufficientemente incisive rispetto alle aspettative di un Comune che chiede tutela e strumenti adeguati. È stato quindi necessario insistere con determinazione, mantenendo il tema all’ordine del giorno e sollecitando una presa di posizione chiara. Grazie a questa perseveranza si sono ottenuti interventi più concreti e una maggiore attenzione sul territorio: non abbiamo la pretesa di aver risolto ogni problema, ma abbiamo dimostrato che Roveredo non rimane in silenzio quando si tratta di sicurezza e legalità.
5. Su questo e su altri dossier, Comune politico e Comune patriziale hanno saputo coordinare la propria azione oppure hanno seguito percorsi distinti? La collaborazione ha prodotto risultati concreti?
Per quanto riguarda la collaborazione con il Comune patriziale, ritengo che vi siano ancora margini significativi di miglioramento sia sul piano del coordinamento sia su quello della definizione di obiettivi comuni. Ci sono stati momenti in cui le due realtà hanno seguito percorsi distinti, con sensibilità e priorità non sempre convergenti, e questo ha limitato la possibilità di mettere pienamente a frutto le potenzialità di una azione condivisa.
Credo che Roveredo abbia bisogno di un dialogo più strutturato e regolare tra Comune politico e Comune patriziale, con la chiara volontà di individuare ambiti in cui lavorare veramente insieme, a partire dalla gestione del territorio e dalla valorizzazione delle risorse collettive. Non si tratta di nascondere le differenze, ma di superare logiche parallele per dare alla popolazione la certezza che le proprie istituzioni remano nella stessa direzione.
6. Nel corso della legislatura non sono mancate le critiche, in particolare da parte del Gruppo Vigilanza Comunale Roveredo (GVCR), che ha contestato l'operato del Municipio sostenendo di basarsi su fatti concreti e su temi sentiti dalla popolazione. Come risponde a queste osservazioni?
Le critiche fanno parte della normale dialettica democratica, ma è importante chiarire alcuni aspetti. Il Gruppo Vigilanza Comunale Roveredo non è un organo eletto e non rappresenta istituzionalmente la popolazione: si tratta di un gruppo che esprime le posizioni di un numero limitato di persone, spesso inclini alla contestazione sistematica dell’operato del Municipio.
Il Municipio, al contrario, è chiamato a decidere assumendosi responsabilità di fronte a tutta la cittadinanza, nel rispetto delle norme, dei processi e dei vincoli legali. Siamo sempre disponibili ad ascoltare osservazioni e proposte, ma riteniamo essenziale distinguere tra critica costruttiva e delegittimazione preventiva di tutto ciò che viene fatto. Il nostro impegno quotidiano è lavorare con trasparenza e serietà, mettendo al centro l’interesse generale di Roveredo e non logiche di scontro permanente.
7. Guardando alle elezioni comunali del 2027, come vi state preparando alla nuova legislatura? Ci saranno novità nella composizione della lista dei candidati al Municipio?
Guardando alle elezioni comunali del 2027, il nostro approccio è improntato alla continuità del buon lavoro svolto e, insieme, alla capacità di rinnovarsi dove necessario. Stiamo preparando la nuova legislatura partendo da un’analisi seria dei risultati ottenuti e delle sfide che attendono Roveredo: sicurezza, sviluppo del territorio, qualità dei servizi, cultura e coesione sociale.
Per quanto riguarda la lista dei candidati al Municipio, l’orientamento è quello di proporre una squadra che unisca esperienza amministrativa e nuove energie, valorizzando competenze complementari e sensibilità diverse, ma convergenti su un progetto chiaro. Più che sulle singole persone, desideriamo che la popolazione possa riconoscere una linea politica coerente: un Comune unito, solido e trasparente, che lavora con serietà per il bene collettivo e che guarda al quadriennio 2027–2030 come a un’opportunità di consolidare il rilancio avviato e affrontare con determinazione le criticità ancora aperte.
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