A cento giorni dall’inizio della legislatura, il sindaco di Lostallo Moreno Monticelli traccia un primo bilancio della sua esperienza alla guida del Comune. Tra continuità e rinnovamento, gestione delle emergenze e visione per il futuro, emergono le priorità di un territorio confrontato con sfide importanti, dalla sicurezza allo sviluppo. In questa intervista, Monticelli riflette sul passaggio di consegne dopo oltre trent’anni di continuità politica, sull’importanza del lavoro di squadra e sulle prospettive per Lostallo e la regione.
1. Signor Monticelli, sono passati i primi 100 giorni da sindaco: con quale bilancio personale e politico guarda a questo avvio di legislatura?
Il bilancio è positivo, sia sul piano personale sia su quello politico. Sono stati tre mesi intensi, ma senza grandi sorprese, dopo sei anni come municipale avevo già una buona visione di cosa mi aspettava.
Il passaggio al ruolo di sindaco, però, si percepisce chiaramente: si diventa un punto di riferimento per molte più persone, ci si confronta anche con situazioni impreviste e le aspettative sono naturalmente più elevate. Se prima ero concentrato soprattutto sui miei dossier, oggi è fondamentale avere una visione d’insieme e seguire tutti i temi che riguardano il Comune.
Ho sempre ritenuto che creare le giuste basi sia essenziale per lavorare bene e costruire armonia all’interno della squadra. L’esecutivo si è rinnovato per tre quinti e sostituire figure di esperienza come Nicola, Andrea e Igor non era semplice. La partenza è stata però positiva: direi che la fase di rodaggio è ormai alle spalle e i nuovi membri si sono integrati bene, portando già stimoli utili e importanti.
Affronto questo ruolo con equilibrio, cercando di restare me stesso, ma con il rispetto che la funzione richiede e un forte senso di responsabilità verso la comunità. Ho inoltre la sensazione che nella popolazione vi siano fiducia e rispetto per il lavoro che stiamo portando avanti: un segnale molto incoraggiante per l’inizio della legislatura.
2. Lei aveva già ottenuto la maggioranza in passato, rinunciando però alla carica per permettere a Nicola Giudicetti di proseguire il suo lungo mandato. Che valore attribuisce oggi a quella scelta e cosa rappresenta per lei raccogliere ora il testimone dopo 32 anni di continuità?
Sì, tre anni fa avevo ottenuto qualche voto in più rispetto a Nicola, ma avevo scelto di fare un passo indietro. Il Municipio si era ripresentato in modo compatto, con un buon equilibrio interno e la stessa ripartizione dei ruoli, e quindi mi sembrava giusto garantire continuità a quel lavoro. Allo stesso tempo, ritenevo corretto e meritato che Nicola Giudicetti proseguisse nel suo ruolo di sindaco, per il grande lavoro svolto e la dedizione con cui ha guidato il Comune per tanti anni.
In quel periodo, lavorando al suo fianco, ho imparato molto: è stata un’esperienza preziosa, sia dal punto di vista umano sia istituzionale. Ancora oggi sono convinto che sia stata la scelta giusta, anche per rispetto verso la persona e per quanto ha costruito.
Raccogliere il testimone dopo 32 anni di continuità è motivo di orgoglio, ma anche di grande responsabilità. Il mio obiettivo è proseguire su quella stessa linea che ha caratterizzato questi anni: collaborazione, continuità e impegno comune, cercando di dare il mio contributo nel solco del lavoro svolto.
3. La sua esperienza nella gestione delle emergenze, dalla conduzione dello Stato Maggiore di condotta durante il Covid agli interventi dopo l’alluvione di Sorte nel 2024, è stata molto apprezzata. In che modo questo bagaglio influisce oggi sul suo modo di amministrare il Comune?
Queste esperienze mi hanno insegnato soprattutto a gestire l’incertezza; nelle situazioni di crisi non si hanno mai tutte le informazioni ed è quindi fondamentale individuare rapidamente le priorità e prendere decisioni anche in tempi brevi.
Ho imparato quanto siano importanti la rapidità e il pragmatismo, nelle prime fasi servono soluzioni semplici ed efficaci, più che perfette. Allo stesso tempo, il coordinamento tra i diversi attori e una comunicazione chiara e trasparente sono determinanti per creare fiducia e lavorare in modo efficace.
Oggi cerco di portare questo approccio anche nel Comune: capacità decisionale in contesti complessi, attenzione alla pianificazione e una forte cultura della collaborazione.
4. Negli ultimi tempi, in Val Mesolcina e Val Calanca si è tornati a parlare di possibili aggregazioni tra Comuni. Qual è la sua posizione su questo tema e come vede il futuro di Lostallo in questo contesto?
A titolo personale, ritengo che il tema delle aggregazioni meriti di essere ripreso e approfondito con calma e serietà. Si tratta di un argomento complesso che tocca sensibilità diverse e che va quindi affrontato con uno sguardo il più possibile oggettivo e orientato al futuro.
Sono convinto che un’unione tra Comuni possa offrire opportunità interessanti, in particolare per migliorare i servizi e ottimizzare l’utilizzo delle risorse. Allo stesso tempo, però, è fondamentale che un eventuale percorso sia condiviso e compreso dalla popolazione. Senza questo presupposto, diventa difficile costruire qualcosa di solido. Un passo importante, a mio avviso, è continuare a rafforzare la collaborazione tra i Comuni vicini, questo può creare le basi per valutare con maggiore consapevolezza eventuali sviluppi futuri.
Per quanto riguarda Lostallo, una possibile evoluzione in più Comuni, ad esempio tre Comuni, può rappresentare una delle opzioni da considerare. Sarà però importante analizzare con attenzione le diverse varianti, sia verso nord sia verso sud, valutandone con equilibrio vantaggi e criticità. L’essenziale è aprire un dialogo costruttivo, coinvolgendo la popolazione e affrontando il tema con trasparenza e senso di responsabilità.
5. Lostallo, come altri comuni della regione, si confronta con sfide importanti: territorio, sicurezza, servizi e qualità di vita. Quali sono le priorità concrete che intende portare avanti nei prossimi mesi?
Quanto accaduto il 21 giugno 2024 ha inevitabilmente modificato le priorità del nostro Comune. Oggi al primo posto vi è la sicurezza del territorio.
La priorità principale riguarda la protezione della frazione di Sorte, in particolare sulla sponda destra: si tratta di un progetto già avanzato e l’obiettivo è avviare i lavori entro la fine dell’anno. Un altro intervento importante è il vallo di protezione a Cabbiolo, un progetto già pronto ma che dovrà essere rivalutato alla luce degli eventi del 2024.
Anche per la frazione di Arabella sarà necessario analizzare con attenzione le misure più adeguate per migliorare la sicurezza.
Parallelamente, vogliamo dare continuità ai progetti avviati nella scorsa legislatura: penso in particolare alla fermata dell’autopostale a nord di Lostallo e alla seconda tappa dell’urbanizzazione della zona artigianale di Cabbiolo e ad altri interventi già programmati.
L’obiettivo è quindi chiaro, rafforzare la sicurezza senza perdere di vista lo sviluppo e la qualità di vita del nostro Comune.
6. Lei porta con sé anche una solida esperienza maturata nell’esercito e nella gestione dei disastri naturali. Ritiene che oggi un sindaco debba sempre più avere competenze operative oltre che politiche?
Credo che oggi il ruolo del sindaco richieda entrambe le dimensioni. Da un lato, le competenze politiche restano fondamentali: capacità di visione, ascolto e costruzione del consenso.
Dall’altro, le esperienze operative, come quelle maturate nell’esercito o nella gestione delle emergenze, rappresentano un valore aggiunto, soprattutto quando ci si trova a dover prendere decisioni rapide e concrete.
Negli ultimi anni, anche a livello locale, siamo sempre più confrontati con situazioni complesse e imprevedibili. In questi casi è importante avere metodo, capacità organizzativa e una certa abitudine a lavorare sotto pressione.
Detto questo, nessuno agisce da solo, il lavoro di squadra, il coordinamento tra i diversi attori e la qualità delle persone coinvolte restano determinanti. Più che scegliere tra competenze politiche o operative, oggi è fondamentale saperle integrare.
7. Guardando al futuro, quale visione ha per Lostallo? E quale messaggio si sente di rivolgere alla popolazione dopo questi primi mesi alla guida del Comune?
La visione per Lostallo è quella di un Comune sicuro, coeso e capace di guardare al futuro con fiducia. Dopo quanto vissuto, il tema della sicurezza del territorio resta centrale, ma deve procedere di pari passo con lo sviluppo, la qualità di vita e il mantenimento dei servizi per la popolazione.
Allo stesso tempo, è importante continuare a lavorare in uno spirito di collaborazione, sia all’interno del Comune sia con i Comuni vicini, per affrontare insieme le sfide che ci attendono.
Alla popolazione desidero dire grazie, per la fiducia, per la pazienza e per lo spirito di solidarietà dimostrato nei momenti difficili. Il mio impegno è quello di lavorare con serietà, trasparenza e senso di responsabilità, cercando sempre di ascoltare e di fare il meglio per la nostra comunità.
Dalle parole del sindaco emerge una linea chiara: consolidare quanto costruito, rafforzare la sicurezza del territorio e affrontare con pragmatismo le sfide future, senza perdere di vista la coesione della comunità. In un contesto in evoluzione, tra eventi naturali, progetti infrastrutturali e possibili scenari di aggregazione, Lostallo si prepara così a proseguire il proprio percorso puntando su collaborazione, responsabilità e visione condivisa.
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