Lì sorge la chiesetta dedicata all'Immacolata, eretta alla fine del XVII secolo. Nascosta nella vegetazione che la stava soffocando, la cappella è stata egregiamente restaurata e valorizzata dall’architetto roveredano Gabriele Bertossa nel 1993-1994.
Nel 1996 ci si è rivolti all’artista Reto Rigassi, che, con un intervento singolare, intelligente sortilegio, così lo ha definito Bertossa, ha creato due luci, una rossa e una blu (quali simboli rispettivi della materia terrena e di quella celeste) tramite proiezione solare, le quali si rincorrono.
Ciò avviene grazie a due piccoli specchi circolari con due filtri colorati che sono incastonati in due punti strategici: la luce rossa proviene riflessa da quello nell’angolo destro subito all’entrata e quella blu da una distanza più breve e con angolatura diversa, nascosto dietro la lesena destra del coro.
Quando si incontrano creano, per sintesi additiva, una luce bianca. Questo raggio luminoso va a posarsi sulle mani della Vergine raffigurata in un quadro posto sopra all’altare. Questo "evento" lo si può ammirare l’8 dicembre, giorno consacrato alla ricorrenza religiosa, dalle 10:41 quando i raggi del sole cominciano a penetrare dalla due finestre della chiesetta dando luogo per diversi minuti alla rincorsa delle due luci fino alla sintesi additiva bianca sulle mani della Madonna alle 10:57.
Per il ventesimo dalla prima del ’’Miracolo della luce solare” l'8 dicembre 2016 erano stati in molti a salire a Valdort, gustandosi pure una bella e coinvolgente esibizione de “La Lupa”, estroversa e stravagante artista dotata di particolari risonanze e, perfettamente in tema con l’installazione di Rigassi, molta solarità, gusto del colore e del bel canto.