Panighiröl a Mesocco

Sabato 20 giugno, nella piacevole frescura della chiesa di Santa Maria del Castello a Mesocco, si è tenuto il quarto concerto della rassegna del Centro Culturale di Circolo.
22.06.2026
3 min
Quattro musicisti si esibiscono in una chiesa, suonando chitarre e altri strumenti, creando un'atmosfera intima e suggestiva.
Foto: Fiorenzo Bianchini.

I Panighiröl sono un gruppo che esiste dal 1981. Tutto ha inizio con un ritrovamento fortuito: un vecchio libro di leggende ticinesi, “Racconti Ticinesi” di Walter Keller, datato inizio Novecento, riemerge da una soffitta e diventa la scintilla creativa del gruppo.

La formazione attuale vede ancora la presenza di uno dei fondatori, Peo Mazza, alla chitarra, percussioni e voce. Gli altri componenti sono Valentina Londino alla voce e tamburello, Sara Magon alla chitarra, mandolino e voce. Christian Gilardi al flauto, flauti dolci, scacciapensieri e voce.

Il concerto si è svolto con brani cantati in dialetto che narrano di leggende ticinesi come “La veduva da Biasca”, una sorta di seduta spiritica in cui una vedova vuole sapere dal marito dove ha messo i soldi per pagare i debiti o“L'ültim urs” che racconta dell'uccisione dell'ultimo orso a fine '900 in Val di Blenio. Le parole evocano l'evento che viene vissuto in modo festoso dalla popolazione, ma la musica dei Panighiröl è molto malinconica e lascia sottintendere la tristezza per l'orso che oramai non c'è più.

“L'asan sul campanil” è una canzone scherzosa che parla di come spesso sui tetti dei campanili cresca l'erba. A quanto pare secondo la leggenda un sacrestano ha avuto l'idea di legare un asino ed issarlo in alto in modo che potesse ripulire il campanile mangiando l'erba, la popolazione è accorsa guardando la scena scherzando e ridendo.

Una delle più belle è “L'emigrant da Sessa” che affronta il tema dell'emigrazione ticinese raccontando di un uomo che prima di Natale vuole tornare a casa. Di notte si perde nel bosco poco vicino a Sessa dove c'era anche una palude e teme di morire nel freddo dell'inverno. Ad un certo punto sente la campana del suo paese, riesce ad orientarsi e ritrova la casa dove lo aspettano moglie, figli e fratelli. Pieno di gratitudine va dal prete e gli dà metà della sua fortuna dicendogli che in cambio da San Martino fino a Natale le campane debbano suonare tutte le sere in modo da far ritrovare la strada a chi torna a casa, infatti ancora oggi a Sessa è così.

Bellissima anche “Magnan e muleta” che racconta degli artigiani che riparavano pentole, padelle ed affilavano i coltelli. In questa versione si sentono anche alcune frasi in rügin, una sorta di lingua in codice che i magnani della Val Colla avevano creato per comunicare tra loro senza essere capiti.

I brani strumentali sono dedicati da sempre dal gruppo ad un animale, come per esempio “Panighiröl” che significa lucciola o “Furmic”, formiche.

I concerti e la ricerca hanno dato vita al primo cd del gruppo che risale al 2000, ma in autunno di quest'anno uscirà il secondo, testimoniando come la passione per il lavoro di ricerca e composizione dei Panighiröl continui.

Grazie mille ai musicisti ed al numeroso e sempre generoso pubblico.

Il prossimo concerto si terrà sempre nello stesso luogo sabato 11 luglio alle 20.30 con il duo Aetheris composto da Isabella Fabbri ai sassofoni contralto e soprano, Floraleda Sacchi all'arpa.

Per maggiori informazioni potete consultare il sito www.centroculturalesoazza.ch