Per il contadino è il mese più impegnativo perché spesso accade che, per capricci climatici, il frumento maturi tardi e mietitura e battitura del grano si prolunghino anche a luglio accavallandosi al secondo impegnativo taglio del fieno che, guarda un po’, coincide con la crescita delle pianticelle di granoturco ora sitibonde e bisognose di frequenti, abbondanti irrigazioni anche notturne e come ogni giorno bisogna pure occuparsi della stalla, del pollaio, del maiale e poi l’orto che ora richiede la sera, anche se stanchi, una visita obbligatoria sia per raccogliere che per bagnare.
Come può reggere il povero contadino tutte queste fatiche?
Aggrappandosi all’aria fresca del mattino come suggerisce il proverbio: “L’aria fresca di mattina è una mezza medicina” che arriva con i rintocchi mattutini dell’Ave Maria che danno dignità e sacralità alle fatiche della giornata; a quest’ora, sono le cinque, il clima è tutt’altro che estivo, l’aria è frizzante e benefica e un leggero banco di nebbia ozia ancora sui prati.
E’ in questo momento che il contadino, pensando a quella che sarà una faticosa giornata torrida, riepiloga mentalmente le cose da fare, respira a pieni polmoni gli ultimi refoli di aria fresca che ancora per un poco arrivano dalla campagna e che gli regalano vigore.
A conferma di quanto intenso sia il mese, pochi sono i proverbi, non c’è tempo per meditazioni, bisogna solo stare chinati sulla terra e lasciare che il sole maturi tutti i frutti, noci comprese come sottolinea l’adagio: “Per Santa Maddalena (22 luglio) la copula della noce è piena”.
Le piante di noci erano allora più numerose d’oggi e la loro posizione negli orti del paese era, a noi bambini, ben nota e con una certa periodicità ricevevano nostre furtive visite.
Rubare noci era più affascinante che sottrarre albicocche, mele o prugne, purtroppo non conoscendo il proverbio che indica con precisione il momento della raccolta arrivavamo sempre anzitempo sul luogo del delitto e difficilmente trovavamo qualche frutto a terra; l’abilità allora era quella di lanciare sassi, bastoni, zoccoli verso il grande albero ma il risultato era per lo più fallimentare: pochissime noci abbattute, verdi e immangiabili, qualche zoccolo sulla testa e a volte gli scapaccioni prima del proprietario che ci sorprendeva naso all’aria e poi quelli dei nostri genitori che, guardando le nostre mani verdastre, scoprivano la monellata.
Se fondamentale è il sole non da meno lo è l’acqua, altro elemento vitale per la campagna soprattutto quando l’estate fa sentire tutto il suo vigore, il caldo si fa pesante e la terra incomincia a soffrire l’arsura estiva; il granoturco, in particolar modo, attende sitibondo un’abbondante pioggia ristoratrice e se ciò avviene a Sant’Anna è beneaugurante, come afferma il proverbio: “Se piove il giorno di Sant’Anna (26 luglio) è tanta manna” di più, una grazia divina, proprio perché l’acqua ristoratrice arriva nel momento più propizio, infatti il grano è al sicuro in cascina così pure il secondo taglio del fieno, allora ben venga la pioggia a dare vigore a tutte le piante.
Tradizione religiosa vuole che Sant’Anna, madre della Vergine, allorquando andò in sposa a San Gioacchino, ebbe in dote, quale bene prezioso, proprio la pioggia, motivo per cui quella che cade quel giorno si reputa sia acqua davvero benedetta.
Della coppia si sa che soffriva perché la loro unione non era rallegrata dall’arrivo della prole, ma le loro continue insistenti preghiere commossero infine Dio che diede loro un grande dono, quello della nascita di una figlia: Maria per tutti i cristiani la Madonna che avrebbe poi concepito Gesù divenendo così sorgente di vita nuova, quella della nuova fede.
L’aver dato i natali alla Madonna ha reso Sant’Anna simbolo di tutte le donne in gravidanza ed è stato altresì inevitabile l’associazione del concetto di “sorgente di vita” all'acqua che sgorga, nutre e da vita a uomini, piante e animali.
COSA CI DICE LUGLIO
I Contadini: Ricordano che bisogna assecondare le stagioni e che quando è il grande momento del raccolto è bene stare chini sulla terra dall’alba al tramonto, senza distrazioni, sopportando con abnegazione la fatica della stagione.
L’aria fresca del mattino: E’ saggia metafora di come affrontare le fatiche quotidiane della vita che non vanno aggredite nervosamente e confusamente, ma ponderate con saggezza proprio con una breve, solitaria pausa di riflessione mattutina come faceva il contadino che includeva anche, ai rintocchi dell’Ave Maria, una preghiera per invocare benevolenza e protezione Divina.
Sant’Anna: Ricorda e testimonia che ogni preghiera rivolta a Dio troverà prima o poi ascolto; sottolinea anche che una fiduciosa e paziente attesa avrà più possibilità di essere esaudita rispetto ad una petulante intemperanza.
L’acqua: Bene fra i più preziosi, scende dal cielo per tutti e deve essere e rimanere per tutti.