Ora c'è da sperare che la problematica discussa da diversi anni non resti solamente su Facebook e sulla stampa, ma che venga finalmente seriamente trattata nelle sedi parlamentari e governative opportune, predisponendo e mettendo in atto tutte le misure per gestire efficacemente il malaffare vigente da troppo tempo.
Il tutto riguarda principalmente tre aspetti: la struttura economica locale, le differenze normative tra Ticino e Grigioni e le relative infiltrazioni della criminalità organizzata.
Cosa sono le “società bucalettere”?
Per società bucalettere si intendono aziende che hanno solo una sede legale formale (spesso presso fiduciari, studi legali o indirizzi postali), ma nessuna attività economica reale nel luogo in cui risultano registrate. In Mesolcina il fenomeno è stato ritenuto anomalo da ormai diversi anni e spesso queste società che non sono facilmente rintracciabili, nascondono attività illecite come la truffa o possono servire per il riciclaggio di denaro, la schermatura di proprietà o attività criminali. Spesso vengono create anche per ottenere permessi di lavoro o di dimora.
Il legame con i permessi di soggiorno B
Il permesso B è il permesso di dimora per stranieri residenti e costituisce la base amministrativa per ottenere un permesso di dimora, la costituzione di una società (anche solo formale) o l’assunzione da parte di una di queste società. Già nel 2017 un’interpellanza Wellig nel Gran Consiglio grigionese segnalava proprio l’aumento di società di comodo e richieste di permesso B nel Moesano, sottolineando che il Ticino applicava controlli più severi.
Differenza tra Ticino e Grigioni
Uno dei punti chiave della problematica è la diversa regolamentazione tra i Cantoni. Già negli anni 2010 il Canton Ticino aveva introdotto norme più severe per contrastare infiltrazioni criminali (controlli su fiduciari, verifiche sui precedenti penali, ecc.) Il Canton Grigioni ha invece mantenuto una regolamentazione meno stringente e, secondo diverse analisi, questo avrebbe favorito uno spostamento di società sospette verso la Regione Moesa, dove i controlli risultano più deboli o addirittura inesistenti.
I sospetti di infiltrazione mafiosa
Il tema è spesso collegato alla presenza di gruppi della ’ndrangheta e della camorra. Già alcuni decenni fa e fino alla sua morte nel 2019, Fausto Cattaneo, il noto commissario della polizia ticinese, originario di Roveredo Grigioni, aveva sostenuto che nel Moesano esistevano società di comodo legate a persone già implicate in inchieste pesanti, provenienti anche da zone note della criminalità calabrese.
Con l’ultima sua indagine privata e poco tempo prima della sua dipartita a 75 anni, il pluridecorato commissario Cattaneo aveva analizzato e contribuito ad arginare (viste le pastoie burocratiche purtroppo solo in parte) con l’impegno, la competenza e la passione di sempre, il preoccupante fenomeno delle cosiddette “Società bucalettere”. Da sottolineare pure in questo ambito l’impegno profuso dalla ex granconsigliera e poi sindaca di San Vittore Nicoletta Noi-Togni contro il proliferare delle “Società bucalettere”, purtroppo però sparite solo in parte dal Moesano.
Il caso recente dell'operazione antidroga e antimafia con 4 degli arrestati residenti da alcuni anni a Roveredo
Ora la questione è tornata attuale nel marzo 2026 con un’operazione antidroga internazionale con 7 persone arrestate in un’indagine su traffico di cocaina e ben 4 che risultavano domiciliate a Roveredo (Mesolcina).
Uno dei sospettati aveva ottenuto il permesso di dimora nei Grigioni nel 2021, dopo che il Ticino glielo avrebbe negato a causa dei precedenti penali. Il municipio di Roveredo ha quindi chiesto chiarimenti al Cantone sui criteri di rilascio dei permessi di soggiorno. Ritenendo che manchino ancora degli strumenti legali sufficienti ritenuti indispensabili per contrastare le società fittizie e la concessione di permessi B a soggetti legati a narcotraffico o mafia, preoccupanti fenomeni favoiriti da controlli meno severi rispetto al Ticino.
Perché dal Ticino nel Moesano?
Non significa che la Regione Moesa sia “dominata dalla criminalità”, ma secondo diversi esperti il territorio presenta caratteristiche che possono risultare convenienti per attività di riciclaggio o logistica illegale. Quando un Cantone adotta controlli più severi e crea talvolta differenze normative, ad esempio su controlli economici, società fiduciarie, procedure amministrative, alcune attività possono infatti spostarsi semplicemente di pochi chilometri oltre il confine cantonale.
Molte società rispetto alla popolazione
Come ormai noto da decenni il Moesano ha un numero di società sorprendentemente alto rispetto agli abitanti. Questo succede perché aprire una società è relativamente semplice e i costi amministrativi sono contenuti. La cosa non è illegale in sé, ma può facilitare il proliferare di società di comodo, strutture per il riciclaggio e holding senza attività reale. La Mesolcina può perciò risultare interessante per organizzazioni criminali per una combinazione di vari fattori: il corridoio alpino strategico, la prossimità ai centri finanziari, meno strutture investigative e mediatiche rispetto ai grandi centri.
Urge maggior attenzione da Coira!
Per questo motivo nel Moesano sarebbe quindi indispensabile un’azione di controllo a 360 gradi, che coinvolga diversi rami dell’amministrazione cantonale, l’attività dell’Ufficio dei registri di commercio (dove le società devono, appunto, registrarsi), in unione con l’Ufficio della migrazione dei Grigioni e con gli uffici controllo abitanti dei Comuni, collaborando con gli organi investigativi di polizia.
Come si usa dire “affaire a suivre”, sperando di non rimanere al solito “status quo” o al proverbio dei nostri vecchi : “Libera nos di fulmin e di tròn e di legg del Canton Grison!