Anche oggi ci sono delle novità sul caso riguardante l’arresto a inizio mese, nell’ambito di un’operazione internazionale antidroga coordinata da Europol, di sette persone, quattro delle quali, tre italiani e una montenegrina, da alcuni anni residenti a Roveredo. Lo scrive oggi l’autorevole giornale zurighese NZZ am Sonntag e la notizia è stata pure ripresa dal Radiogiornale RSI delle 12 e 30.
Coira era stata avvisata dal Ticino che almeno uno degli arrestati aveva ottenuto già dal 2021 un permesso di soggiorno B precedentemente negato proprio dal Ticino. Malgrado queste informazioni legate a dei precedenti con la mafia, secondo quanto rilevato dalla NZZ am Sonntag, le autorità retiche avrebbero permesso all’individuo di stabilirsi a Roveredo assieme ai suoi complici per gestire attività legate al traffico internazionale di droga e al relativo riciclaggio di denaro.
Ciò ha provocato forti preoccupazioni specialmente da parte del Municipio e poi anche dal Patriziato di Roveredo e nell’opinione pubblica verso Coira.
Purtroppo le attuali laconiche prese di posizione e temporeggiamenti da parte delle autorità retiche si sono però rilevate tutt’altro che convincenti per dare una definitiva svolta per regolamentare in modo efficace l’annoso problema delle "Società Bucalettere" e dei "permessi B" privi degli auspicati certificati del casellario giudiziario.
Da quanto si è capito finora da Coira continuano invece a dire che ci vuole tempo e tutto diventa così un po' come la lotta all'antidoping, dove chi bara è sempre un passo avanti rispetto agli eventuali inquirenti.
Va bene parlarne (stampa, radio, tv, ed eventuale tavola rotonda come già capitato anni fa) ma, come auspicato anche dal consigliere di stato ticinese Norman Gobbi e da Francesco Lepori, giornalista RSI e responsabile operativo dell’Osservatorio ticinese sulla criminalità organizzata, in un recente servizio nella trasmissione Modem della RSI, urge maggior collaborazione sia a livello federale, tra i vari cantoni e per il Moesano a livello cantonale.
Per questo motivo nel Moesano, come richiesto dalle autorità roveredane verso Coira, sarebbe quindi indispensabile un’azione di controllo a 360 gradi, con misure tempestive ed efficaci che coinvolgano tra l'altro diversi rami dell’amministrazione cantonale, l’attività dell’Ufficio dei registri di commercio (dove le società devono, appunto, registrarsi), in unione con l’Ufficio della migrazione dei Grigioni e con gli uffici controllo abitanti dei Comuni, collaborando con gli organi investigativi di polizia.