Inaugurato il risanamento della “Strada mercantesca dell’ Albionasca”

Sabato 25 luglio 2026, presso l’alpe d’Albionasca, con gli interventi del sindaco di Roveredo Gianpiero Raveglia, della Direzione lavori e del sindaco di Gravedona Cesare Soldarelli, c’è stata l’inaugurazione del risanamento e della valorizzazione della via storica.
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Un gruppo di otto persone sta tagliando un nastro rosso in un'area boschiva. È presente una celebrativa atmosfera all'aperto.
Il taglio del nastro.
© Foto Lino Succetti

L'antico tracciato di Roveredo, dal 2024 è stato oggetto di importanti opere di ripristino per preservarne il valore storico e naturalistico ed è un ramo della nota via alpina del San Jorio, passo situato a 2014 metri di altitudine e a lungo importante collegamento tra la Mesolcina, il Bellinzonese (lungo la valle Morobbia) e l’Alto Lago di Como (o Lario).

Origini

Il percorso storico della strada da Roveredo verso il San Jorio, impropriamente anche conosciuta a Roveredo come “Strada di Maria Teresa”, era uno dei più importanti collegamenti transalpini tra la Mesolcina e l'Alto Lago di Como. Tra il XVI e l'inizio del XIX secolo costituiva una delle principali vie di attraversamento tra le Tre Leghe e la Lombardia, insieme alla Forcola di Soazza. L’altro percorso per il San Jorio parte da Giubiasco fino all’estremità della Valle Morobbia.

La via del San Jorio è attestata da un documento del 1465 inviato dai mercanti di Como al duca Francesco Sforza; il testo menziona anche le merci in transito, costituite soprattutto da vettovaglie, bestiame, ferro. L'importanza del San Jorio si lega anche allo sfruttamento delle miniere di ferro nell'alta valle Morobbia e al ruolo di primo piano delle fiere di Bellinzona e Roveredo. (Nel XV secolo la storica Fiera di San Gallo in Val Mesolcina era un rinomato mercato annuale che si teneva nel mese di ottobre nel borgo di Roveredo. Durava quindici giorni e attirava mercanti italiani e tedeschi, rappresentando un pilastro dell'economia del borgo).

Come riferisce Dante Peduzzi, coordinatore locale del progetto, le prime notizie sulla “Strada mercantesca dell’ Albionasca” risalgono alla metà del 1500. Verso la fine del 1600 lo Stato delle Tre Leghe pensò di potenziare il tracciato progettando addirittura una sosta per gli animali da soma e un’osteria in modo che si potesse transitare per tutto l’anno. In gioco c’era il commercio di cereali, sale, vino e, soprattutto, bestiame con le terre di Valchiavenna, Valtellina e Bormio. Purtroppo il progettato punto di ristoro in Val Albionasca non venne mai realizzato, con la conseguenza che la strada potè essere percorsa soltanto nella bella stagione. Ma la Mesocina non si perse d’animo e continuò a tenerla percorribile per tutto il 1700 incaricando maestri selciatori e muratori che ne consolidarono la struttura giunta fino a noi. Negli ultimi due secoli il tracciato venne usato soprattutto come sentiero per il carico degli alpeggi. I temporali, le nevicate e i mancati interventi di una certa importanza danneggiarono le antiche strutture della storica via tanto da essere difficile da individuare in diversi punti.

Il percorso della mulattiera da Roveredo

Il percorso, quello antico partiva dal Ponte di Valle sulla Moesa, oggi inizia dal nucleo storico in zona San Fedele a Roveredo dirigendosi verso la Val Albionasca e raggiunge il Passo San Jorio, al confine con il territorio italiano, lungo un percorso di 1835 metri di dislivello. Dal passo il percorso scende verso Garzeno, Dongo e Gravedona, sul Lago di Como.

Caratteristiche tecniche

1150 metri quadrati di acciottolato/selciato risanato, 30 unità di costruzione e risanamento degli scalini, 430 metri quadrati di risanamento di muri di controriva e di sostegno, 15 unità di risanamento guadi e 15 unità di risanamento/costruzione di rigole con bordure, per un totale di oltre 100 interventi lungo il percorso.

Progetto di recupero iniziato nel 2024

Avviato durante la legislatura 2019-2022 e affinato con l'entrata in carica del nuovo esecutivo di Roveredo, il progetto di recupero e messa in sicurezza è iniziato con una prima tappa nel 2024, proseguito con la seconda nel 2025 e da poco completato con la terza tappa. L’intervento del costo di circa 860'000 franchi, finanziati in gran parte dalla Confederazione, dal Cantone dei Grigioni e da enti privati, per cui a carico del Comune resterà circa il 25% dell’intero costo, è stato eseguito per ripulire e mettere in sicurezza l’intero percorso, consolidare i tratti in pietra originali, valorizzarne l’importanza storica e paesaggistica e favorirne la fruizione escursionistica e didattica. Gestori del progetto sono stati Silva Brocco Ponzio, Gianpiero Raveglia e Simone Giudicetti. La direzione dei lavori è stata affidata agli ingegneri Reto Giudicetti e Martino Bassi, capomastro Vertek Sagl, la coordinazione locale a Dante Peduzzi e la supervisione all’ esperto delle vie storiche Cornel Doswald. La segnaletica storica con la posa di diversi pannelli informativi è stata curata da Gionata Pieracci e Gianni Bertossa.

Ponte di March

Uno dei manufatti più importanti dell'itinerario è il ponte di March. Il ponte in pietra consentiva di superare il torrente Albionasca ed è stato parzialmente restaurato nella prima delle tre tappe ora concluse con la festosa inaugurazione dell’opera.

La salita nella Val Albionasca

Lungo la salita nella Val Albionasca, una strada costruita con grande cura tecnica, sono visibili numerosi tratti di selciato originale, muri di sostegno, gradonate costruite per il passaggio dei muli e opere di drenaggio delle acque. I lavori di recupero delle strutture nella parte alta sono stati eseguiti da provetti artigiani, diretti da un ingegnere e da uno specialista delle vie storiche. In alcuni tratti il selciato riportato alla luce nel corso dei lavori di risanamento è largo tra 1,50 e 1,80 metri!
La mulattiera raggiunge poi i pascoli superiori passando presso l'area di Cugn, oggi nota anche per le fortificazioni militari tra la Prima e la Seconda Guerra Mondiale. Negli ultimi tornanti la strada conserva ancora lunghi tratti di acciottolato e robusti muri di contenimento. Da qui si raggiunge il valico dove si trova il piccolo oratorio dedicato a San Jorio, punto d'incontro tradizionale italo – svizzero che si svolge solitamente la prima domenica di agosto e unisce le comunità dell'Alto Lario e del Canton Ticino. Dal valico inizia la discesa ora completamente carrozzabile sul versante italiano verso Garzeno, Germasino e Dongo, fino a raggiungere Gravedona e l’Alto Lago di Como, da dove le merci proseguivano via lago verso Como e Milano. Su questa strada transitavano: vino, sale, olio, castagne, ferro, bestiame, formaggi, cereali, tessuti, ecc. Vi passavano inoltre soldati, pellegrini, mercanti e, nei secoli XIX e XX, anche gli spalloni dediti al contrabbando.

Un'opera importante di ingegneria alpina

La “Strada mercantesca dell’Albionasca” è considerata eccezionale perché gran parte del tratto tra Roveredo e il passo fu costruito con pavimentazione in pietra e muri di sostegno. Per questo è inserita nell'Inventario federale delle vie di comunicazione storiche della Svizzera (IVS GR 3110) ed è stata oggetto dell’importante progetto di risanamento e valorizzazione.