Dalla primavera 2026 si torna a parlare di aggregazioni in Val Calanca, mentre in Mesolcina la strada sembra ancora lunga, ma è un elemento su cui riflettere per chi crede che le aggregazioni comunali possano portare diversi vantaggi e opportunità per rafforzare i territori e migliorare la capacità di progettare il futuro, soprattutto considerando la frammentazione attuale e le sfide demografiche ed economiche.
Ricerca del consenso locale
Malgrado sporadici approcci per nuove idee aggregative e diverse importanti collaborazioni comunali ben funzionanti (rifiuti , scuole, pompieri, ecc.) e alcune aggregazioni riuscite, (Grono e in Val Calanca) con la cosiddetta “politica dei piccoli passi”, nella Regione Moesa dovrebbero intensificarsi le riflessioni a vari livelli per offrire così alle località coinvolte ( San Vittore, Roveredo, Grono, Cama, Soazza, Lostallo e Mesocco) in Mesolcina e (Castaneda, Santa Maria, Buseno, Calanca e Rossa) in Val Calanca degli elementi concreti su cui riflettere per delle nuove aggregazioni a breve, medio o lungo termine. Lo scopo dovrebbe essere quello di analizzare elementi oggettivi di valutazione affinché si possano poi discutere i possibili passi da intraprendere.
Possibili vantaggi:
maggiore efficienza amministrativa, risparmio e sostenibilità finanziaria, più forza politica e rappresentanza, pianificazione territoriale più coerente, miglioramento dei servizi pubblici, risposta alle sfide demografiche, rafforzamento della cooperazione intercomunale.
Le aggregazioni dovrebbero, con una progettazione strutturale attenta, tra l’altro portare a una maggiore efficienza amministrativa riducendo le duplicazioni (amministrazione, segreterie, servizi tecnici e digitalizzazione, ecc.) riducendo così i costi fissi, la difficoltà di trovare chi si mette a disposizione per occupare le diverse cariche nei municipi, nei consigli e nelle commissioni comunali e portando a decisioni più rapide e meglio coordinate, diminuendo anche possibili conflitti tra gli enti locali. Avendo dei Comuni più grandi, con una migliore capacità di difendere gli interessi della Regione grazie a una pianificazione e a uno sviluppo del territorio più coerente, rafforzerebbe sia gli investimenti in progetti strategici sia il potere negoziale nei confronti di Cantone e Confederazione. A medio e lungo termine lo sviluppo del territorio eviterebbe le varie difficoltà nei Comuni troppo piccoli, garantendo importanti servizi che da soli faticherebbero a sostenere.
Possibili criticità (da considerare)
I singoli Comuni hanno storie e identità proprie e di solito nei più piccoli con l’aggregazione molti vedono il rischio di “essere assorbiti” dal più grande e dall’eccessiva centralizzazione di alcuni servizi. Se le situazioni economiche sono diverse (debiti, imposte) pure la possibile necessità di armonizzare il moltiplicatore d’imposta (quindi aumento per qualcuno) può essere un ostacolo. Questi sono di solito i principali ostacoli politici e finanziari nelle aggregazioni.
Ben riuscite le prime aggregazioni in Mesolcina e Val Calanca
2017: Comune di Grono con Grono, Leggia e Verdabbio
2015: Comune di Calanca con Arvigo (sede amministrativa), Braggio, Cauco e Selma. Altre località minori e nuclei inclusi sono Landarenca, Bodio, Lasciallo e Masciadone
Comune di Rossa
Negli anni ’80 del secolo scorso ci furono in Val Calanca altre due fusioni: quella di Arvigo con Landarenca e quella dell’alta Val Calanca tra Rossa, Augio e Santa Domenica
Le prime riuscite e ben condivise aggregazioni in Mesolcina (tra Grono, Leggia e Verdabbio) e Val Calanca ( tra Rossa, Augio e Santa Domenica e tra Arvigo, Braggio, Cauco e Selma) hanno finora portato a dei risultati positivi creando dei valori reali.
L’aggregazione di Grono (con Verdabbio e Leggia) ha già dimostrato benefici concreti e ha portato a una migliore organizzazione, più forza contrattuale, una maggiore attrattività per nuovi residenti e imprese e relativi benefici economici, oltre alla diminuzione del tasso fiscale.
L’aggregazione in Val Calanca ( tra Rossa, Augio e Santa Domenica) e quella del comune di Calanca, approvata all’unanimità, ha portato un certo rafforzamento a livello comunale rispetto alla suddivisione precedente in Comuni con pochissimi abitanti. L’ideale sarebbe comunque l’unione dell’intera Val Calanca in un unico Comune.
I Municipi di Buseno, Calanca, Rossa e Santa Maria hanno ora dato il via a uno studio di fattibilità che ha quale obiettivo l’analisi delle opportunità per esaminare i vari aspetti legati a una possibile fusione in un Comune con una superficie di 117 km2 e poco meno di 600 abitanti. Manca però l’adesione di Castaneda, località della Val Calanca esterna con circa 300 abitanti (più della metà di quelli dei Comuni rimanenti, cifra che diminuirebbe di molto la massa critica che rende il rischio che un comune di meno di 800 abitanti risulti ancora troppo debole), perché il Municipio di Castaneda ha deciso, almeno per ora, di non aderire all’attuale progetto di aggregazione dell’intera Val Calanca, “gettando pure un futuro sguardo aggregativo verso la Mesolcina con il sottostante e direttamente confinante comune di Grono.”
Buseno Calanca Rossa Santa Maria
Castaneda?
Seguiranno anche in Mesolcina altre aggregazioni a breve o medio termine?
Per stimolare il dibattito dovrebbero perciò muoversi i vari Municipi e la Regione Moesa stessa. Il Cantone, come già capitato con Grono e con i Comuni calanchini finora fusionati, sarebbe sicuramente disposto a fare la sua parte incentivando le fusioni con finanziamenti importanti e ad accompagnare i vari percorsi nel rispetto delle autonomie comunali.
Tentando di simulare alcuni scenari concreti (1 comune , 2 comuni, status quo) sarà difficile giungere a un modello ibrido con un unico comune per l’intera Regione, ma con sedi amministrative decentrate e distretti locali con autonomia limitata.
· Si vorranno e si sapranno comunque individuare le soluzioni più adeguate e sostenibili?
· Quali scenari, con un compromesso politico realistico, potrebbero essere presi in considerazione?
Un unico Comune per l’intera Val Calanca, mantenendo l’identità valligiana,
e magari in Mesolcina due Comuni con
1) San Vittore - Roveredo - Grono - Cama
2) Lostallo - Soazza e Mesocco
o al massimo tre comuni
1) San Vittore - Roveredo
2) Grono - Cama - Lostallo
3) Soazza e Mesocco ?
Probabilmente il discorso aggregativo in Mesolcina non sarà un percorso veloce, ma dovrebbe portare a capire il migliore assetto istituzionale facendo sì che alcuni annosi preconcetti verso l’aggregazione (resistenze politiche, economiche e sociali tipiche nella regione Moesa) vengano a poco a poco attenuati riconoscendo che l’idea aggregativa ha una sua logica e potrebbe portare benefici con effetti concreti su finanze, servizi, politica e sviluppo. Bisognerebbe analizzare tutto nel dettaglio, coinvolgendo municipali, consiglieri comunali, granconsiglieri, tecnici delle aggregazioni comunali, ma pure cittadine e cittadini comuni oltre a rappresentanti di aziende, almeno per inizialmente arrivare al punto di dire: forse vale la pena pensarci seriamente e magari giungere, dopo i vari momenti dedicati al tema, a delle soluzioni finali su solide basi da sottoporre poi, come probabilmente faranno i quattro Comuni calanchini, al voto popolare.