"No a una Svizzera da 10 milioni!", voci favorevoli e contrarie

Una maggioranza di partiti e associazioni grigionesi è contraria all'iniziativa popolare "No a una Svizzera da 10 milioni!" (Iniziativa per la sostenibilità), sulla quale il popolo elvetico sarà chiamato ad esprimersi il 14 giugno.
28.05.2026
4 min
Documenti di voto evidenzianti una data e un'iniziativa referendaria in Svizzera, con un evidenziatore rosso e una penna nera.
Il 14 giugno gli elettori svizzeri si esprimeranno sull'iniziativa UDC "No a una Svizzera da 10 milioni!". Nei Grigioni i partiti contrari sono in maggioranza.
© Keystone-ATS / Christian Beutler

L'iniziativa, promossa dall'UDC nazionale, prevede un controllo dell'immigrazione, affinché la Svizzera non conti più di dieci milioni di abitanti entro il 2050. Essa prevede misure restrittive già al superamento dei 9,5 milioni e, come ultima spiaggia, la rinegoziazione di accordi internazionali come la libera circolazione delle persone.

Globalmente i contrari la giudicano troppo estrema, definendola "iniziativa del caos dell'UDC", mentre i democentristi ne sottolineano in particolare l'importanza a livello ecologico.

I contrari

Il Governo grigionese respinge l'iniziativa popolare "No a una Svizzera da 10 milioni!" (Iniziativa per la sostenibilità). Secondo l'esecutivo cantonale, il testo comporterebbe svantaggi, sul piano demografico e sul mercato del lavoro, per il Cantone e per le regioni di montagna.

La sezione grigionese del Centro si è allineata alle raccomandazioni di voto espresse a fine marzo dal partito nazionale, respingendo l'iniziativa. Essa "affronta sì una questione legittima, ma quella avanzata non rappresenta una soluzione: è una strada sbagliata e rischiosa", aveva affermato il Consigliere di Stato Marcus Caduff, citato in una nota del partito.

Anche il PS Grigioni è, come il partito nazionale, contro quella che definisce "iniziativa del caos dell'UDC". Evoca in particolare sei motivi per cui essa getterebbe la Svizzera nel caos: la conseguente disdetta degli accordi bilaterali, l'attacco al potere d'acquisto, la separazione delle famiglie, il crollo del sistema sanitario, il favoreggiamento dello sfruttamento del lavoro e l'abolizione del diritto d'asilo.

Stesso eco dal PLR, che utilizza la medesima definizione e i toni del PS. Evoca in particolare un'iniziativa che "ignora la realtà demografica", facendo riferimento in particolare all'invecchiamento rapido della popolazione e al finanziamento dell'AVS, che senza immigrazione viene minacciato. "Questo testo dell'UDC non risolve alcun problema, ma ne crea di nuovi", hanno scritto i liberali radicali in una nota di inizio marzo.

Netto no all'iniziativa anche da parte dei Verdi Grigioni, che la giudicano una violazione dei diritti fondamentali e dei diritti umani, evocando ad esempio lo statuto di lavoratore stagionale e la conseguente separazione delle famiglie. Inoltre, il partito ecologista ritiene che, se accettata, l'iniziativa isolerebbe la Svizzera. Come il PS, stando ai Verdi ne risulterebbe un caos con posti di lavoro, salari e assistenza a rischio.

I Verdi liberali grigionesi motivano la loro opposizione in particolare sottolineando l'importanza di mantenere la cooperazione con i partner europei e la carenza di manodopera.

Il Partito evangelico condivide l'opinione dei promotori dell'iniziativa secondo cui con una popolazione di 10 milioni di abitanti la Svizzera "raggiunge i propri limiti infrastrutturali", indica in una nota. Tuttavia, ritiene che per mantenere il benessere elvetico tale crescita sia importante ed evoca le incertezze legate alla libera circolazione e agli accordi con l'Unione europea, nonché le "difficoltà di attuazione e la legittimità giuridica dell'iniziativa". Il Partito evangelico raccomanda per cui di respingerla.

Anche diverse associazioni di categoria sono contrarie all'iniziativa democentrista. La Camera di Commercio e Associazione degli imprenditori dei Grigioni avverte sulle conseguenze per l'economia. "Come regione turistica e

Anche diverse associazioni di categoria sono contrarie all'iniziativa democentrista. La Camera di Commercio e Associazione degli imprenditori dei Grigioni mette in guardia dalle conseguenze per l'economia. "Come regione turistica e di montagna, il Canton Grigioni dipende in molti settori dalla manodopera estera, ad esempio nella sanità sanitario, nell'alberghiero, nell'agricoltura o nell'edilizia", cita un comunicato. Secondo l'Unione grigionese arti e mestieri, un sì il 14 giugno aggraverebbe ulteriormente la carenza di manodopera qualificata. Una posizione condivisa anche da GastroGraubünden.

I favorevoli

Nel corso dell'assemblea dei delegati dell'UDC (partito nazionale) a fine marzo a Meienfeld (GR) l'iniziativa ha fatto l'unanimità, con 396 voti a favore su 396.

Fra le motivazioni per il sì, i democentristi citano la carenza di alloggi, i treni sovraffollati, le strade congestionate e le scuole al collasso, senza dimenticare l'aumento dei reati gravi. "La vera e propria esplosione demografica sta sovraccaricando le nostre infrastrutture, distruggendo la nostra natura e facendo aumentare ulteriormente gli affitti", si legge nel testo dell'iniziativa.

L'Unione democratica federale (UDF) appoggia l'iniziativa soprattutto per ragioni ecologiche, evocando il rischio di una crescente "cementificazione della natura", ha indicato il partito pochi giorni fa in un comunicato.