Il progetto LISS dedicato all’“Anzianità in Valle Calanca” torna al centro dell’attenzione pubblica dopo la presentazione del rapporto intermedio e le reazioni suscitate da un recente articolo apparso sulla stampa. Il Gruppo operativo politico interviene ora con un comunicato per chiarire contenuti, obiettivi e spirito del lavoro svolto, sottolineando l’importanza di una lettura completa e contestualizzata dei risultati emersi.
Di seguito i due comunicati pervenuti alla redazione:
Il Gruppo operativo politico del progetto “Anzianità in Valle Calanca” ritiene opportuno intervenire pubblicamente in merito all’articolo apparso sul quotidiano laRegione il 17 gennaio 2026, relativo al Rapporto intermedio del progetto LISS, presentato alla popolazione il 16 gennaio 2026.
L’articolo ha purtroppo contribuito a diffondere una lettura parziale del contenuto e dello spirito del rapporto.
Alcuni passaggi del documento sono stati estrapolati dal loro contesto, ponendo l’attenzione su singoli aspetti critici senza includere il quadro complessivo dell’analisi e il senso del lavoro svolto.
Il Rapporto intermedio del progetto LISS rappresenta una fotografia della situazione attuale della Valle Calanca, elaborata sulla base di un ampio lavoro di ascolto e di dialogo con la popolazione, con particolare attenzione alla fascia anziana.
Attraverso incontri, colloqui e momenti di confronto con la popolazione, il progetto ha raccolto testimonianze, esperienze e riflessioni che hanno permesso di comprendere meglio la realtà della vita nella valle.
Da questo lavoro emerge una comunità viva e ricca di risorse. Il forte senso di appartenenza al territorio, la solidarietà tra le persone, l’impegno delle associazioni locali, la presenza di servizi attivi e la disponibilità di molte persone anziane a mettere a disposizione la propria esperienza rappresentano elementi importanti per la qualità della vita nella valle.
Il rapporto mette inoltre in luce alcune sfide che caratterizzano oggi molte regioni di montagna, come l’evoluzione demografica, i cambiamenti socioeconomici e la trasformazione dei servizi. In questo contesto, tali elementi diventano spunti di riflessione utili per individuare piste di sviluppo e opportunità di rafforzamento della comunità.
Siamo consapevoli che ogni analisi seria possa far emergere anche aspetti delicati. Tuttavia, affrontarli con trasparenza significa prendersi cura della valle e impegnarsi con responsabilità per il suo futuro. Proprio per questo riteniamo importante che l’informazione e la riflessione pubblica si fondino su una lettura completa e corretta dei documenti, evitando interpretazioni parziali o semplificazioni che rischiano di generare sfiducia e disorientamento.
La Valle Calanca dispone infatti di un potenziale significativo. Il patrimonio naturale e culturale, l’agricoltura di montagna, la qualità del paesaggio, le iniziative presenti sul territorio e l’interesse crescente verso forme di turismo sostenibile rappresentano opportunità concrete per il futuro della regione.
Le raccomandazioni contenute nel rapporto si inseriscono in questa prospettiva e mirano a sostenere lo sviluppo della valle: rafforzare i luoghi d’incontro, favorire la comunicazione tra le generazioni, valorizzare le iniziative locali e consolidare la collaborazione tra le diverse realtà attive sul territorio.
Il Gruppo operativo politico del progetto conferma la propria fiducia nel percorso avviato e nel contributo che il progetto LISS può offrire alla qualità di vita della popolazione della valle.
Il futuro della Valle Calanca si costruisce attraverso partecipazione, dialogo e collaborazione. Il progetto “Anzianità in Valle Calanca” nasce proprio con questo spirito e continuerà a svilupparsi con il coinvolgimento della popolazione e delle realtà locali.
Il progetto LISS si colloca inoltre nel quadro delle iniziative sostenute da Spitex ACAM Moesa per promuovere lo sviluppo sociale e la qualità di vita nelle valli Mesolcina e Calanca.
Il Gruppo operativo politico continuerà a informare la popolazione sugli sviluppi del progetto e sulle prossime iniziative.
ed ecco il comunicato di Spitex Acam Moesa:
ANZIANITÀ IN VALLE CALANCA: UN PATRIMONIO DA ASCOLTARE, UN FUTURO DA COSTRUIRE
Dall’osservatorio di Spitex ACAM Moesa
In Valle Calanca l’anzianità non è un dato statistico. È presenza viva, memoria, esperienza, appartenenza. È parte dell’identità stessa della valle. Il Rapporto intermedio 2025 del progetto “Anzianità in Valle Calanca”, elaborato dal LISS con il gruppo di lavoro, restituisce un’immagine attenta e profonda della realtà locale, frutto di un ascolto ampio e partecipato.
Come ACAM abbiamo seguito il percorso con convinzione. Non da osservatori, ma da attori territoriali coinvolti quotidianamente nella vita delle persone.
La presenza significativa di popolazione oltre i 65 anni Ë una caratteristica strutturale della valle. Dietro le percentuali emergono perÚ storie di autonomia, resilienza e forte legame con il territorio. Molti anziani raccontano di stare bene, di sentirsi utili, di avere relazioni solide. Esiste una rete di prossimità concreta: il vicino che saluta, l’amico con cui condividere un caffè, la disponibilit‡ reciproca in caso di bisogno.
Quando il dialogo si approfondisce emergono anche interrogativi sul futuro: come evolver‡ la valle? Come garantire servizi, luoghi d’incontro, occasioni di scambio tra generazioni? Sono domande che dimostrano quanto le persone siano legate non solo al proprio presente, ma al destino collettivo della comunità.
Dal lavoro svolto emerge un elemento centrale: il benessere non dipende solo dalla salute fisica, ma dal sentirsi parte di una rete sociale. In un territorio geograficamente articolato come la Calanca significa mantenere vivi i luoghi d’incontro, favorire la comunicazione tra comuni, sostenere iniziative che rafforzino il senso di comunità.
La collaborazione tra e con i Comuni, le amministrazioni, i servizi e le realtà locali è condizione essenziale per trasformare le riflessioni in azioni concrete.
Dal nostro osservatorio vediamo risorse importanti: persone anziane ancora attive, un tessuto associativo dinamico, microprogetti che nascono dal basso e meritano valorizzazione.
Come servizio di cure a domicilio raggiungiamo anche le abitazioni più discoste e sappiamo quanto, oltre all’intervento sanitario, sia decisiva la dimensione relazionale. Guardiamo quindi con interesse alle proposte emerse: rafforzare il volontariato come facilitatore, favorire l’accompagnamento digitale, sostenere progetti intergenerazionali, migliorare il coordinamento delle iniziative. Non si tratta di rivoluzioni, ma di passi progressivi. L’anzianità non è una fragilità, ma una base solida su cui costruire sviluppo sociale e culturale.
Come ACAM continueremo a collaborare con Comuni, associazioni e popolazione per trasformare l’ascolto in azione concreta. Perché prendersi cura delle persone significa prendersi cura dell’intera comunità.