"200 franchi bastano"?

La SSR.CORSI, Cooperativa per la radiotelevisione nella Svizzera italiana, accoglie con sollievo e gratitudine l’esito della votazione odierna sull’iniziativa “200 franchi bastano”.
08.03.2026
3 min
Un gruppo di persone anziane si sta parlando in un ambiente sociale. Una donna con capelli lunghi e grigi sorridente è al centro, mentre due uomini la guardano attentamente. L

Comunicato stampa

La campagna è stata lunga, a tratti aspra, con una partecipazione importante. Ancora una volta, nel nostro Paese, il finanziamento del servizio pubblico radiotelevisivo è stato sottoposto al voto popolare. E ancora una volta la democrazia diretta ha deciso di confermarlo. È un fatto, nel panorama europeo, raro se non unico. E il sostegno democratico è un elemento importante di legittimazione per il servizio pubblico e per la SSR/RSI.

Il risultato conferma la volontà della popolazione di preservare in Svizzera e nella Svizzera italiana un servizio pubblico radiotelevisivo e mediale solido, indipendente, autorevole e al servizio di tutte le regioni linguistiche. L’esito della votazione è un segno di fiducia nei confronti della SRG SSR e dell’intero sistema mediatico nazionale.

La Svizzera italiana ha scelto di respingere una proposta che poteva apparire a prima vista moderata, ma che in realtà avrebbe inciso molto severamente sul servizio pubblico. Non era un esito scontato. Dopo la raccolta di numerose firme a favore dell’iniziativa, l’obiettivo appariva tutt’altro che facile da raggiungere. Questo risultato arriva dopo anni di critiche legittime nei confronti del servizio pubblico radiotelevisivo, ma pure attacchi caricaturali al servizio pubblico e personali nei confronti di chi vi lavora.

Il no espresso in Ticino e nei Grigioni italiani evita un dimezzamento della SSR, che avrebbe colpito la RSI e la SSR in modo durissimo, indebolendo la presenza della Svizzera italiana nel quadro nazionale. La decisione popolare non interromperà tuttavia il processo di trasformazione in corso, avviato con il progetto SRG SSR Enavant. Le sfide legate all’evoluzione del consumo mediale, alla digitalizzazione e alla necessità di contenere i costi restano centrali, anche alla luce dell’Ordinanza del Consiglio federale di ridurre progressivamente il canone entro il 2029. Ma il risultato di oggi dà rinnovata energia alla SSR e alla Svizzera Italiana, alla SSR.CORSI e alla RSI.

Ringraziamo le cittadine e i cittadini ticinesi e grigionesi per la fiducia accordata alla RSI e al servizio pubblico mediatico. Hanno scelto di sostenere uno strumento che non è solo un’azienda, ma un’istituzione importante per la nostra vita quotidiana.

Ringraziamo anche le associazioni culturali, sportive e sociali, gli istituti di formazione e le realtà della società civile che hanno sostenuto il servizio pubblico durante la campagna, così come la direzione e tutti i collaboratori e collaboratrici della SSR e della RSI, che hanno continuato a lavorare con professionalità e responsabilità, senza entrare in polemiche.

Il voto chiude una fase di confronto acceso. Ora si apre quella della responsabilità. Sta a tutte e tutti noi continuare a meritare la fiducia espressa dalla popolazione. La SSR.CORSI continuerà a impegnarsi per un servizio pubblico mediatico indipendente, solido e di qualità, al servizio di tutte le regioni linguistiche della Svizzera, in particolare della lingua e cultura italiana. Promuoveremo inoltre il dialogo con l’azienda, il pubblico, così come con quella minoranza che ha espresso critiche e preoccupazioni verso l’operato della

SSR e della RSI.

Invitiamo infine chi ha a cuore il futuro del servizio pubblico a diventare socio o socia della nostra cooperativa e a partecipare attivamente.