Comunicato stampa
I premi assegnati sono tre: il Premio principale di un valore di 2.000 franchi alla categoria “video” e due premi di un valore di 1.000 franchi ciascuno alle categorie “audio” e “testo”.
Anche quest’anno, la cerimonia di premiazione si è tenuta alla Missione Cattolica di Lingua Italiana a Berna, in presenza delle vincitrici, dei vincitori, del presidente della giuria, Davide Adamoli, altri membri della giuria, di mons. Josef Stübi, vescovo ausiliario della diocesi di Basilea e responsabile dei media per la CVS e di circa altri 40 partecipanti.
Il Presidente della giuria, Davide Adamoli, ha letto il suo discorso a nome dei giurati, sottolineando come nei circa 30 contributi, provenienti da tutte le regioni linguistiche della Svizzera, e diffuse sui canali più disparati, “ogni autore abbia saputo proporre un tratto di realtà originale e spesso inedito.” La giuria ha collaborato, confrontandosi con grande libertà, “in un piccolo ma prezioso incontro vivo”.
E come da tradizione, mons. Stübi ha elogiato i tre pezzi vincenti e consegnato loro i premi: oltre al premio in denaro, ormai per il terzo anno un trofeo formato da una croce in ferro battuto, inserita in una base realizzata con il legno delle antiche panche della basilica dell’Abbazia di Einsiedeln, dove la CVS ha la sua sede ufficiale.
Il Premio della categoria “Audio” è stato consegnato ad Alessandro Tini e Antonia Marsetti, per il loro reportage di circa mezz’ora sulla RSI realizzato a 4 mani per il settimanale radiofonico di informazione “Voci del Grigioni italiano” e dedicato alle parrocchie in transizione. In particolare il reportage si concentra sul cambiamento in questa regione per quanto riguarda la gestione amministrativa delle parrocchie. La giuria ha premiato il contributo per la sua rappresentazione convincente dal punto di vista qualitativo e ricca di prospettive su un tema ecclesiale di attualità. Mons. Stübi sottolinea inoltre che “essere in cammino sinodale significa infatti osare insieme passi verso un futuro non ancora del tutto riconoscibile – sostenuti dalla speranza e dalla fiducia”.
Il Premio alla categoria “Testo” è stato assegnato a un altro duo, questa volta della Svizzera romanda, Anne-Sylvie Sprenger e Lucas Vuilleumier, per la loro serie di 4 articoli sul perdono “Demandez l’pardon!” (Chiedete perdono!). Nella loro inchiesta, pubblicata congiuntamente su “La Liberté” e “Le Courrier”, affrontano vari aspetti del perdono e della riconciliazione: dal confessionale alle relazioni internazionali. Come ha sottolineato mons. Stübi nel suo elogio “questi quattro articoli approfonditi, articolati e impegnativi stimolano la riflessione e dimostrano in modo impressionante quanto sia vasta la portata del tema del perdono”.
Infine, il Premio principale, è stato assegnato a Simon Christen per il suo documentario sulla SRF, riguardante delle guarigioni inspiegabili dalla medicina, ma anche il rapporto con la malattia, la morte e ciò che viene dopo. Mons. Stübi ha messo particolarmente in risalto la realizzazione di un documentario commovente, in maniera “rispettosa, delicata e sfaccettata – attraverso parole, immagini e suoni – nei confronti delle donne coinvolte, ma anche nei confronti degli spettatori davanti allo schermo”.