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In risposta al messaggio di lunedì 25 novembre 2013:

ELOGIO DELLA DISCREZIONE
PARIGI tacere, mentre tutti parlano. Guardare, ma non essere visti. Diventare invisibili, senza doversi nascondere. Non è solo una questione di buone maniere, convenzioni sociali, falsa modestia. Essere discreti oggi significa prediligere l’ identità al posto della visibilità, l’ essere sull’ apparire. «Una forma di dissidenza nella società panopticon in cui tutto e tutti è guardato, osservato, schedato». Il filosofo francese Pierre Zaoui ha appena pubblicato La Discrétion, elogio di un gesto politico prima che morale. Una riflessione documentata per inseguire una visione del mondo meno estetica e spettacolare. Omnia praeclara rara, tutto ciò che è prezioso è raro, dice la massima latina citata da Spinoza alla fine dell’ Etica. Zaoui, docente all’ università Paris VII, già autore di Spinoza, la décision de soi, parte da questa frase per spiegare quanto sia necessaria una "pausa", anche se minima, nel grande show. Spegnere i riflettori, abbassare il rumore di fondo, godere di un sano anonimato. Come quando, spiega il filosofo, si prova piacere nell’ ascoltare due bambini che giocano dietro alla porta (...). «È il privilegio di poter assistere alla propria assenza», diceva Marcel Proust a proposito della discrezione..(.. )" da la Repubblica del 22 novembre scorso



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