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Lettere dei lettori
domenica 29 gennaio 2017.
Stroncare sul nascere la sconcertante smania olimpica
di Marco Marcacci

I giochi olimpici hanno poco a che fare con lo sport come pratica di attività fisiche piacevoli e salutari. Imperano invece la spettacolarizzazione, il divismo e la frenesia di guadagno. Promuovere i giochi olimpici in nome dei “valori” dello sport, significa illudersi sul senso di questa manifestazione, orchestrata da un comitato internazionale di dubbia reputazione, avido di soldi e di potere.
Sperare poi di risollevare le sorti del settore turistico in difficoltà affidandosi al carrozzone dei giochi, più che illusorio sarebbe da irresponsabili. Il ramo del turismo ha bisogno di interventi mirati e ben ponderati, non di affidarsi al gigantismo olimpico. L’unico risultato sicuro di ogni edizione dei giochi è il deficit colossale che devono addossarsi la nazione o la città organizzatrice. Il CIO incassa miliardi, impone il proprio volere e non tollera interferenze ma non versa un centesimo per alleviare i disavanzi. Quando il deficit è preso a carico da un’intera nazione o da una città con milioni di abitanti, il tutto può ancora essere sopportabile. Nel caso dei Grigioni, ciò vuol dire scavare un debito di diverse migliaia di franchi per ogni abitante del Cantone, oltre ai probabili scempi ambientali e paesaggistici che resterebbero dopo l’evanescente carnevalata olimpica.
Eppure, ci risiamo. Dopo appena quattro anni dall’ultima bocciatura popolare, il governo retico e la maggioranza del Gran Consiglio tentano di nuovo di rifilarci i giochi olimpici quali toccasana per l’economia regionale e come una mirabolante “opportunità” per tutto il Cantone e per la gioventù sportiva. Tacendo volutamente sul disastro finanziario al quale si andrebbe incontro, nella vaga speranza di qualche ricaduta positiva a corto termine per le località direttamente coinvolte.
È sorprendente, anzi persino indecente, vedere con quale facilità si vogliono sperperare milioni in un’avventura insensata che, se dovesse andare fino in fondo, costerebbe miliardi alla collettività, mentre in altri campi – la socialità, i servizi pubblici, il sostegno alla cultura, ecc. – le stesse forze politiche che promuovono la candidatura olimpica predicano e impongono risparmi e austerità.
Meglio stroncare subito la smania olimpica. Uno slogan logoro pretende che ai giochi olimpici l’importante sia partecipare: il 12 febbraio, invece, l’importante è votare NO alla candidatura olimpica grigione.

Marco Marcacci, Monticello

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Il segreto di un candidato politico è di sembrare stupido come chi lo ascolta, così che gli ascoltatori si sentano intelligenti come lui.

 
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