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Viaggi & Cucina
giovedì 27 febbraio 2014.
Bagna cauda
di Enrico Migliorucci

Da una delizia all’altra!
Il nostro Anfitrione ci trasporta sulle ali della fantasia in posti meravigliosi e pregni di storia e di arte!
Buon viaggio.

Questa settimana ci recheremo a visitare una città dalla storia millenaria, Torino.
Torino, “Julia Augusta Taurinorum” nel 29 a.C., prima capitale d’Italia sotto la guida di Vittorio Emanuele II nel 1861, è una città elegante e di grande respiro. Colpisce per i suoi ampi corsi ottocenteschi, le piazze salotto e 18 chilometri di portici; furono costruiti su ordine di Vittorio Emanuele I perché la regina potesse passeggiare nei giorni di pioggia. Il centro storico ha il suo fulcro in Piazza Castello circondata da eleganti palazzi a portico e costellata da alcuni dei più emblematici monumenti della città, a cominciare da Palazzo Madama, sorto nel XIII secolo come casaforte per volere di Guglielmo VII, marchese di Monferrato, nel sito dove in epoca romana sorgeva la porta pretoria, poi passato ai Savoia.

Sulla piazza si affacciano anche l’Armeria (1837), la Biblioteca Reale (1831) e il teatro regio (1738) con la facciata riprogettata nel 1973. Lasciando alle spalle via Roma si raggiunge il Palazzo Reale (1646) a suo tempo residenza dei Re di Sardegna e poi di Vittorio Emanuele II, Re d’Italia (fino al 1865). Oltrepassato il cortile, ecco i giardini reali vera e propria oasi di verde nel cuore della città, mentre nelle ex serre ristrutturate si trova il Museo dell’Antichità. Nella vicina piazza del Duomo, ecco l’unico esempio di architettura rinascimentale torinese: la cattedrale dedicata a San Giovanni Battista, il patrono della città, con la Cappella della Sacra Sindone, opera di Guarino Guarini (1668-1694). Qui, in una teca d’argento è custodita la sacra reliquia. Percorrendo via XX Settembre, ci si imbatte nei resti del teatro romano e, all’incrocio con via Porta Palatina, c’è la piazza Cesare Augusto da dove si vede il monumento meglio conservato dell’antica “Augusta Taurinorum”, la porta palatina, due torri a 16 lati alte 30 metri e raccordate da un fronte a due piani. Nella grande Piazza della Repubblica, che i Torinesi chiamano Porta Palazzo, ha sede un grande e pittoresco mercato che offre ogni genere di merce, e la chiesa di San Domenico, unico edificio gotico della città. Su corso Regina Margherita si raggiunge la Piccola Casa della Divina Provvidenza (1832) fondata da San Giuseppe Benedetto Cottolengo, complesso di scuole e di ricoveri, ai quali si affianca una struttura voluta da San Giovanni Bosco, con annessa la basilica di Maria Ausiliatrice dove è sepolto il santo.
Tornando verso il centro merita una visita il santuario della Consolata, opera di Guarino Guarini (1700), con un’altare maggiore realizzato da Juvarra a cui si deve anche la progettazione dei Quartieri Militari. Nel “giro” del centro da non mancare la visita del Museo Egizio, tra i primi al mondo insieme a quelli del Cairo e di Londra, da vedere inoltre il Palazzo dell’Accademia, sede della Galleria Sabauda, una delle più importanti pinacoteche d’Italia, e il Museo del Risorgimento. Naturalmente dovuta, una visita alla Mole Antonelliana e al parco del Valentino attraversando la pittoresca zona dei Murazzi. Moltissimi altri sarebbero da citare i monumenti e le chiese di cui la città è costellata, ma lascio a voi una volta in loco il piacere di scoprirli.

L’autunno è la stagione che rende omaggio alla bellezza e alla bontà di questa terra, fra i molti piatti di cui è ricca la cucina piemontese ve ne voglio proporre uno dei suoi più rappresentativi e semplici: la Bagna Cauda, piatto tra i più forti e decisi, tenuto in caldo al centro del tavolo con un fornelletto alimentato da una candela, per potervi immergere le verdure o i brasati fatti cuocere a lungo nel Barolo o nella Barbera.

Per 4 persone

150 g di acciughe salate (meglio se le rosse di Spagna)
50 g di burro
1 bicchiere di olio di oliva
½ bicchiere di latte
5 spicchi di aglio

Preparazione

Fate cuocere l’aglio nel latte per circa 30 minuti a fuoco basso. Raccogliete il burro in un recipiente di terracotta e fatelo sciogliere a fuoco bassissimo, poi unite l’aglio, i filetti di acciuga (dopo averli puliti, diliscati, sminuzzati), l’olio d’oliva, fate cuocere a fuoco basso per circa 10 minuti, lavorando gli ingredienti con un cucchiaio di legno fino ad ottenere una crema liscia di colore nocciola chiaro.
La Bagna Cauda va servita su un apposito fornello (di cui precedentemente vi ho fornito l’aspetto) che la mantiene caldissima. In essa ogni commensale vi intingerà principalmente verdure crude: cardi (dopo averli lasciati a bagno in acqua fredda acidulata con succo di limone), peperoni, foglie bianche di verza, topinambur, cavolfiori molto teneri.
Questo è un piatto antico dal sapore forte, nato per festeggiare la fine dei lavori in cantina. La presenza dell’aglio è fondamentale. Si accompagna con della Barbera.
Come sempre buon appetito.

Il Toscanaccio

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Il segreto della salute fisica e mentale non sta nel lamentarsi del passato, né del preoccuparsi del futuro, ma nel vivere il momento presente con saggezza e serietà.
La vita può avere luogo solo nel momento presente. Se lo perdiamo, perdiamo la vita.
L’amore nel passato è solo memoria. Quello nel futuro è fantasia. Solo qui e ora possiamo amare veramente.
Quando ti prendi cura di questo momento, ti prendi cura di tutto il tempo.

Buddha Siddhārtha Gautama

 
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