• 10671 Grot Ticino?
Viaggi & Cucina
lunedì 16 dicembre 2013.
Pranzo di Natale
di Enrico Migliorucci

Questa volta, cari amici, non visiteremo nessun posto, ma ci concentreremo sul pranzo di Natale, in chiave naturalmente toscana.



Menu

Antipasto: crostini di fegatini
Primo: cappelletti in brodo
Secondo: arista alla fiorentina con patate
Dolce: Panforte – Ricciarelli di Siena – Cantuccini di Prato – frutta secca

La ricetta dei fegatini da me precedentemente proposta va leggermente variata, va infatti inumidito il fondo dei crostini bagnandolo nel brodo, versando la salsa bella calda sull’altra parte.

Discorso diverso invece per i cappelletti di cui vado ad illustrarvi la ricetta per 4 persone:

1 cappone pulito di media grandezza
1 carota
1 cipolla 1 costola di sedano
1 foglia di alloro
1 uovo
100 g di pancetta affumicata tritata
50 g di parmigiano
Un piccolo ciuffetto di prezzemolo tritato
Sale q.b.
Noce moscata

Per la sfoglia:

Dose per 50 cappelletti che sono appunto 4 porzioni
300 g di farina
3 uova

Preparazione:

Mettete il cappone a lessare con carota cipolla sedano alloro. Cuocete per circa 2 ore.
Lasciate freddare, quindi con una schiumarola sgrassate il brodo, che utilizzerete dopo per mettervi i cappelletti.
Togliete la carne del cappone dalle ossa e tritatela finemente, aggiungete ad essa a formare un impasto, la pancetta, l’uovo, il parmigiano, la noce moscata ed il prezzemolo.
Per la pasta mettete la farina a fontana, aggiungete le uova, impastate bene e mettete a riposare per circa ½ ora.
Viene adesso la parte più faticosa, stendete con un mattarello la pasta su un piano infarinato (la sottigliezza della pasta determinerà la cottura e la delicatezza dei cappelletti), disponete con cura l’impasto del ripieno, dopodiché richiudete la pasta passando con un pennellino dell’acqua nei punti di contatto, poi con un taglia-pasta o con il casalingo bicchiere si vanno a tagliare i cappelletti in forma di semicerchio.
Rimettete il brodo precedentemente preparato e filtrato sul fuoco, mettetevi i cappelletti e portateli a cottura (la stessa dipende sempre dallo spessore della pasta), servite ben caldi, potete guarnire con dei piccoli cubetti di petto di cappone che nel caso avrete trattenuto precedentemente.

Passiamo adesso all’arista:

1 pezzo di arista di maiale di circa 1,2 kg
8 patate
3 rametti di rosmarino
Un ciuffo di salvia
4 spicchi di aglio
Sale e pepe
Olio di oliva
1 bicchiere di vino bianco secco

Con un coltello ben affilato separate il controfiletto dall’osso, fate un trito con rosmarino, salvia, aglio, sale e pepe, cospargetevi la carne, massaggiatela affinché il condimento possa penetrare, rimettete la carne sull’osso e legate il tutto con uno spago.
Preriscaldate il forno a 200°, mettete la carne in una teglia con abbondante olio, mettetele attorno le patate sbucciate, tagliate a pezzettoni e salate.
Quando l’arista sarà ben rosolata da tutte le parti aggiungete il vino bianco, abbiate cura di non farlo evaporare tutto, perché darà un sapore fantastico al sugo di cottura.
Togliete la carne dal forno, levate la stessa dall’osso e tagliatela a fette, disponetela su un vassoio e versatevi sopra il sugo di cottura, disponete le patate tutte intorno e portate in tavola.
Abbiate l’accortezza di servire assieme ad una bella e fresca insalata verde che avrà il compito di alleggerire il tutto.
Che Natale sarebbe senza i suoi dolci! Sulle tavole fiorentine troneggiano i Ricciarelli, a base di mandorle e zucchero e i Cantuccini di Prato inzuppati nel vinsanto, immancabili il Panforte e la frutta secca.
Visto che avete fatto già tanto vi consiglio di acquistarli già pronti, ma se qualcuno si sente di lavorare ancora può richiedere le ricette alla redazione, sarà per me un vero piacere proporvele.
Salutandovi vi porgo i miei più sinceri auguri di un buon Natale, tanta felicità ed armonia a voi ed ai vostri cari.

Come sempre buon appetito dal vostro Toscanaccio.

top

“Se non è rispettata la giustizia, che cosa sono gli Stati se non delle grandi bande di ladri?”

Sant’Agostino

 
Sponsors