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Politica
lunedì 9 novembre 2020.
SÌ all’iniziativa «Per imprese responsabili», sì alla pace in tutto il mondo

Il PS Grigioni raccomanda calorosamente di accettare gli oggetti in votazione a livello federale il 29 novembre. Con un sì all’iniziativa «Per imprese responsabili – a tutela dell’essere umano e dell’ambiente» e all’iniziativa «Per il divieto di finanziare i produttori di materiale bellico» diamo un contributo alla pace in tutto il mondo e alla protezione delle persone e dell’ambiente.

L’iniziativa «Per imprese responsabili» chiede ciò che già oggi dovrebbe essere una cosa ovvia. Le holding con sede in Svizzera dovrebbero rispondere nel nostro Paese in caso di violazione dei diritti umani e degli standard ambientali minimi nelle loro attività all’estero. La maggior parte delle società già oggi soddisfa questi requisiti. Purtroppo ci sono però alcune aziende prive di scrupoli che ignorano questi standard ambientali minimi e il rispetto dei diritti umani. Queste aziende hanno così dei vantaggi competitivi rispetto alle aziende che si comportano in modo corretto, per esempio grazie allo sfruttamento del lavoro minorile o all’inquinamento dei fiumi e di interi ecosistemi. Con un SÌ all’iniziativa «Per imprese responsabili» anche queste aziende dovranno in futuro rispondere di simili reati. Così si proteggeranno anzitutto le persone e l’ambiente, ma si farà anche un atto doveroso nei confronti della stragrande maggioranza delle aziende e delle società svizzere che già oggi rispettano i diritti umani e gli standard ambientali perché li ritengono importanti.

SÌ alla responsabilità globale

Ogni anno decine di migliaia di persone muoiono in tutto il mondo a causa di guerre e conflitti armati. Milioni di persone vengono ferite, traumatizzate e costrette alla fuga. Allo stesso tempo le società internazionali che producono armamenti guadagnano miliardi vendendo armi alle parti in conflitto. Anche il denaro proveniente dalla Svizzera svolge un ruolo importante in questo contesto. Miliardi di franchi svizzeri provenienti da istituti finanziari confluiscono in questo sanguinoso commercio di armi. L’iniziativa «Per il divieto di finanziare i produttori di materiale bellico» mette un freno al finanziamento dei produttori di materiale bellico con denaro svizzero. Le casse pensioni, gli istituti finanziari e la Banca nazionale svizzera non potrebbero più investire in imprese che generano più del 5% del proprio fatturato annuo grazie alla produzione di materiale bellico. La Svizzera è un Paese ricco con una grande tradizione umanitaria e con una delle più importanti piazze finanziarie del mondo e deve perciò assumersi le sue responsabilità. Con un SÌ all’iniziativa contribuiamo in modo duraturo ad un mondo più pacifico.

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