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Editoriale
lunedì 26 ottobre 2020.
Dopo i rapimenti e gli internamenti forzati ecco i protocolli COVID!

Gli over 85 e i malati cronici, in caso di esaurimento dei posti letto in terapia intensiva, possono essere lasciati al loro destino! Questo in pratica quello che potrebbe accadere se la situazione dovesse peggiorare e gli ospedali dovessero raggiungere la saturazione!

La Svizzera, purtroppo, è una delle nazioni europee più colpite dalla pandemia. I contagi hanno raggiunto le quasi 7000 unità e una decina di morti nella giornata di sabato. Rispetto ai numeri di contagi registrati nelle altre nazioni, quelli svizzeri potrebbero sembrare piccoli ma se vengono rapportati al numero di abitanti si scopre che, sempre in percentuale, i contagi in Svizzera sono circa il doppio dell’Italia e cinque volte più della Germania!
Come pubblicato dalla Stampa di Torino e confermato poi dal dottor Denti, presidente dell’ordine dei medici ticinesi, il nostro paese ha già previsto un protocollo di intervento contenuto in un documento "Triage dei trattamenti di medicina intensiva in caso di scarsità di risorse" in cui si specifica esattamente chi non potrà occupare posti in terapia intensiva in caso di penuria di letti: Età superiore a 85 anni. Età superiore a 75 anni accompagnata da almeno uno dei seguenti criteri: cirrosi epatica, insufficienza renale cronica stadio III, insufficienza cardiaca di classe NYHA superiore a 1 e sopravvivenza stimata a meno di 24 mesi!
Riprendiamo ancora dalla Stampa: «Ogni decisione spetta ai comitati etici degli ospedali – fa sapere a La Stampa il presidente dei medici del Ticino – non mi risulta che sia già successo, ma siamo molto preoccupati».
Il solo pensare che esistano simili protocolli fa accapponare la pelle anche perché in una nazione ricca e bene organizzata come la Svizzera ci sono di sicuro le potenzialità per evitare che simili atrocità possano accadere!
Diverse recentissime pubblicazioni hanno presentato in maniera reale fatti avvenuti, nel nostro paese, fino a 40 anni fa, che raccontano di rapimenti di bambini e internamenti forzati ad opera di istituzioni pubbliche!
Quanto dolore è stato inflitto a quelle persone? Non dovrebbe essere compito precipuo delle istituzioni provvedere alla difesa delle vite dei propri cittadini di qualsiasi età e di qualsiasi ceto? Non si potrebbero prevedere altri posti letto con relativo personale invece di pensare di abbandonare a se stessi persone che hanno contribuito allo sviluppo economico e sociale della Svizzera?
La sacralità della vita delle persone deve essere messa al primo posto quando si progetta il futuro di un paese; la vita di una persona vale molto più dei soldi che si pensa di risparmiare non mettendo in pratica tutti quegli accorgimenti necessari alla tutela dei propri cittadini!


Giuseppe Russomanno
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Colpisci te stesso prima, per capire il dolore che daresti.

Proverbio cinese

 
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