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Politica
lunedì 14 settembre 2020.
Legge federale sulla caccia - Proteggere le greggi
di Silva Semadeni

"Massicci problemi con il bosco di protezione in Pretigovia“ – è uno dei tanti messaggi lanciati dai forestali grigionesi. Anche nelle nostre Valli conosciamo questo grosso problema. Troppi cervi danneggiano il bosco di protezione. Di fronte ai danni causati dagli ungulati selvatici ai boschi la Società forestale svizzera (SFS) è convinta che la presenza dei lupi influenzi positivamente la rigenerazione del bosco. La revisione della legge federale sulla caccia però non ne tiene conto. La SFS rifiuta perciò decisamente l’abbattimento facilitato dei lupi e la cantonalizzazione delle competenze decisionali previsti nella nuova versione della legge.

La revisione della „Legge federale sulla caccia e la protezione dei mammiferi e degli uccelli selvatici“, questo il nome completo, ha avuto un esito unilaterale: Al centro stanno le regolazioni, vale a dire l’uccisione preventiva di animali selvatici. Nel mirino c’è soprattutto il lupo, ma la lista delle specie regolabili potrebbe allungarsi. Il Consiglio federale, spinto dalle Camere, può aggiungervi in qualunque momento la lince, il castoro, gli aironi, la lontra e altri animali che in un modo o nell’altro possono disturbare qualche attività umana. Questi animali protetti non figurano oggi nella legge solo per motivi tattici, dovuti al timore di certi parlamentari di dover affrontare una votazione popolare. Il cigno però è già stato inserito nella lista per corrispondere a una mozione del consigliere agli stati nidvaldese. La nuova legge prevede anche la delegazione della competenza decisionale ai cantoni, che darà luogo a tanti diversi modi d’agire. Con ciò si compromette la responsabilità costituzionale della Confederazione per la protezione delle specie indigene.

In Parlamento si sono imposte posizioni radicali soprattutto per quanto riguarda il lupo. Secondo la nuova legge si potrebbe uccidere preventivamente, anche se non causa nessun danno. Si potrebbe uccidere anche senza che si prendano misure di protezione per le greggi. Si potrebbe uccidere anche nelle riserve di caccia e si potrebbe uccidere addirittura per garantire un buon bottino ai cacciatori. Sono regole estreme, inaccettabili. I lupi preoccupano sì gli allevatori, ma la migliore risposta a questa sfida non è l’abbattimento preventivo, è la protezione efficiente delle greggi. L’esperienza dimostra che la protezione efficiente è anche efficace. In questi sforzi gli allevatori possono ricorrere all’aiuto di cantoni e Confederazione e anche le perdite di capi vengono risarcite. Miglioramenti nel sostegno agli allevatori sarebbero ben accolti, ma non sono previsti dalla revisione – e questo è un altro punto debole. I lupi non spariranno, non si possono estirpare un’altra volta. Fanno parte della fauna indigena e contribuiscono a mantenere l’equilibrio ecologico, come affermano i forestali. La protezione efficiente delle greggi è indispensabile.

La natura è oggi sotto pressione per la crisi climatica, la perdita di biodiversità, la morìa degli insetti. Un no alla revisione unilaterale della legge federale sulla caccia salvaguarda i mammiferi e gli uccelli protetti da ulteriori minacce. Un agire accurato nei confronti dei nostri animali selvatici è oggi più che auspicabile. E il nuovo Parlamento saprà elaborare una legge più equilibrata.

Silva Semadeni, già consigliera nazionale, Coira

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