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Lettere dei lettori
giovedì 20 agosto 2020.
Il Virus ha danneggiato la Scienza

L’affermazione in fondo è falsa, ma può essere utile discuterne. Ad essere danneggiata non è stata la Scienza in sé, bensì l’immagine che le discipline scientifiche hanno assunto nella percezione comune. Ed il colpevole del danneggiamento non è stato il Virus che ha causato la Pandemia in corso, bensì l’approccio che molta Informazione ha troppo spesso mostrato al proprio pubblico.

Nei mesi di espansione del contagio virale abbiamo assistito a numerosi interventi mediatici di scienziati ai quali si chiedevano consigli, si chiedevano rassicurazioni, si chiedevano previsioni… alla fine si chiedevano sintesi conclusive, si chiedeva la VERITÀ. Non ci si rendeva conto -o si preferiva tacere- che la verità scientifica giunge alla fine di un lungo ed ampio percorso di osservazioni, di ipotesi, di teorizzazioni: non tutte vere e quindi tutte da valutare e selezionare col filtro dell’esperienza, della sperimentazione.

L’affanno del voler sapere (tutto e subito) ha fatto perdere di vista la correttezza del procedere scientifico, così che anche studiosi di inossidabili capacità si sono fatti trascinare nel vortice dell’immediatezza presentando visioni vere sì, tuttavia spesso solo parziali: valide semplicemente nel tempo presente e nel luogo presente (qui ed ora), e nelle condizioni puntuali presentatesi. Per un giudizio corretto e di validità generale è spesso mancata la valutazione delle molte altre variabili che alimentano la complessità del fenomeno, variabili come le condizioni atmosferiche, le stagioni in corso, la densità abitativa e delle vie di traffico, le abitudini sociali, l’educazione alimentare e di comportamento, la qualità dei protocolli sanitari, le misure di protezione introdotte …

I ricercatori, gli scienziati, i medici… tipicamente non raccontano falsità, dicono la verità, tuttavia spesso si concentrano molto sulle proprie esperienze localizzate senza ampliarle e confrontarle con le esperienze fatte da altri in condizioni anche molto differenti. L’eccesso di richieste fatte agli esperti per avere visioni conclusive che facessero più chiarezza possibile, che dessero più rassicurazioni possibili, più speranze possibili… hanno infine prodotto dichiarazioni spesso ripetitive e troppo focalizzate, col risultato di apparire in contrasto tra di loro, dunque inappropriate.

La Scienza si nutre viceversa di molto lavoro di confronto e di verifica sperimentale, occorre molto tempo per il raggiungimento di conclusioni sicure e inoppugnabili. Non era possibile fare tutto questo lavoro nei tempi brevi di un’esplosione di contagi molto rapida per un virus sconosciuto. Per le conclusioni scientifiche occorrerà ancora molto tempo, con l’unica certezza di dover mantenere l’igiene e la prudenza e la vigilanza, come secondo il Principio di Precauzione.

E tuttavia la volontà di immediatezza, la necessità informativa del voler conclusioni rapide, hanno creato un’immagine della Scienza che non è quella dei propri contenuti metodologici.

Per approfondire la questione che la Conoscenza è un processo in evoluzione, consigliamo la seguente discussione nel sito web della Radio Svizzera di Lingua italiana, curata dalle Signore Monica Bonetti e Sonja Riva: la Scienza del Dubbio!

Giuseppe Donati

Studi: Liceo Scientifico Legnano; Ingegneria Meccanica – Politecnico di Milano. Progettista e ideatore di meccanismi ed attrezzature oleo-pneumatiche, impianti automatici e robot meccanici industriali.

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Ognuno desidera che la vita sia semplice, sicura e senza ostacoli; ecco perché i problemi sono tabù. L’uomo vuole certezze e non dubbi, risultati e non esperienze, senza accorgersi che le certezze non possono provenire che dai dubbi e i risultati dalle esperienze.

(Carl Gustav Jung)

 
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