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Politica
sabato 13 giugno 2020.
Ora delle domande - Pandemia Covid 19: come proteggere la popolazione della Regione Moesa?
di Nicoletta Noi Togni

La Regione Moesa risulta essere una delle regioni piu’ colpite dalla pandemia da Covid 19 (rilievo statistico ripreso dalla RSI del 15.04.2020) nella Svizzera italiana. In analogia al Ticino, uno dei cantoni piu’ colpiti in Svizzera.

Cosa che si spiega con la stretta vicinanza del Moesano al Ticino.
Proprio per questa sua collocazione geografica - per non parlare delle contingenze linguistiche, culturali ed economiche – il Moesano fa capo, praticamente da sempre, per svariate prestazioni al Ticino. Cosi per i servizi sanitari (ospedali, laboratori, specialistica). Le strutture sanitarie del Cantone dei Grigioni infatti, risultano essere oltre che difficilmente raggiungibili geograficamente, anche non adatte al ricovero dei nostri pazienti per motivi di lingua e di distanza dal loro contesto di riferimento. Un ricovero, in caso di pandemia, dei pazienti del Moesano nelle strutture cantonali grigionesi comporterebbe innumerevoli ore di trasporto, l’impiego di molti mezzi e personale e acuirebbe significativamente il pericolo di morte per i pazienti.

L’esperienza appena fatta ci ha anche dimostrato la lentezza dell’entrata in azione del nostro Governo, cio’ che si giustifica essendo le regioni a nord del San Bernardino leggermente colpite. Fatto sta che l’istituzione dello Stato maggiore di condotta ha avuto luogo solo il 12 marzo (ha incominciato ad operare il 13 marzo) mentre le autorità della Regione Moesa si rivelavano del tutto impreparate. In Ticino invece ci si stava già preparando subito dopo la metà di febbraio 2020. Il fatto che il servizio ambulanza del Moesano avesse anticipato gli eventi e si fosse preparato, sommato alle istruzioni che la popolazione riceveva dai media ticinesi già in allarme, sono stati determinanti per il contenimento dell’epidemia. A detta dei responsabili al fronte (versione esplicitata anche alla RSI) il nostro Cantone si è mosso un mese in ritardo, fornendo anche i materiali necessari troppo tardi. Da parte mia, ben sapendo che una pandemia richiede intervento immediato, la giusta informazione e le giuste strutture, avevo già il 23 febbraio 2020 con replica il 26 febbraio, invitato il Governo dei Grigioni, a chiedere al Ticino di integrare ufficialmente nelle sue misure di protezione anche il Moesano. Questo non da ultimo perché eventuali ammalati del Moesano sarebbero stati accolti per cura dalle strutture ospedaliere del Ticino. Perché quindi non fare la stessa prevenzione? Anche in rispetto al fatto che il Ticino stava lottando per curare i molti ammalati Covid 19, tra i quali molti gravissimi, giungendo quasi al collasso delle sue strutture, mi sembrava giusto fare la stessa prevenzione nel Moesano come in Ticino evitando cosi - da parte nostra - di contribuire ad aumentare il numero di ammalati, gravi e meno gravi, e di morti.

In base a questa esperienza e ai fatti che l’hanno contraddistinta, cosi come all’atteggiamento del Governo in questa circostanza, e non da ultimo perché la popolazione del Moesano puo’ sempre ancora trovarsi in balia di una simile pandemia, chiedo:

1) Come si pone il Governo di fronte alla richiesta di, via convenzione, delegare in caso di pandemia la prevenzione (informazione, misure igieniche e di politica sanitaria) al Canton Ticino dato che è lo stesso Ticino ad accogliere poi, per cura, gli ammalati del Moesano? (da notare che il Capo di Stato maggiore cantonale Martin Bühler il 12 marzo u.s., come da testimonianza del servizio radio TSI dello stesso giorno, aveva aderito alla richiesta di fare quanto stava facendo il Ticino anche nel Moesano. Promessa andata persa tra Roveredo e Coira e comunque non mantenuta!).
2) Quali alternative propone il Governo per rispondere adeguatamente, in caso di pandemia, alle richieste del Moesano e probabilmente di tutto il Grigioni Italiano?
3) Come giustifica il Governo l’intervento tardivo, la disparità di trattamento di due territori (quello ticinese e quello grigionese) estremamente contigui (es. finestra di crisi) ed il fatto della mancata solidarietà con il Ticino (“produrre” ammalati quando le strutture ticinesi erano al collasso) ed anche il predicato “illegale” all’indirizzo del Governo di un cantone che stava aiutando la nostra popolazione?

8 giugno 2020, Nicoletta Noi-Togni

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Ogni giorno, quando ti svegli pensa: oggi sono fortunato perché mi sono svegliato, sono vivo, ho una preziosa vita umana e non la sprecherò. Userò tutte le mie energie per migliorarmi, per aprire il mio cuore agli altri, avrò per gli altri parole gentili e non pensieri cattivi e non mi arrabbierò, ma cercherò di far più bene che posso.

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