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Politica
mercoledì 20 maggio 2020.
Quali condizioni di lavoro nei reparti ticinesi COVID 19?

Dopo la decisione del Consiglio federale di sospendere la legge federale sul lavoro (art. 10 cpv. 5 dell’ordinanza 2 Covid 19) per il personale impiegato presso i reperti ospedalieri Covid 19, il Sindacato VPOD Ticino ha verificato il rispetto dei tempi di lavoro, delle pause e dei giorni di riposo sanciti dai contratti collettivi di lavoro (CCL), sempre rimasti in vigore presso i due centri Covid acuti (Ospedale La Carità di Locarno e Clinica Luganese Moncucco). I CCL nella sanità ticinese sono nettamente migliori della legge federale sul lavoro sospesa e pertanto hanno protetto il personale.

Va sottolineato che il contesto giuridico ticinese è particolare rispetto al resto della Confederazione. Infatti anche con la deroga della Legge sul lavoro decisa dal Governo federale i contratti collettivi di lavoro (CCL) sono rimasti in vigore per i reparti Covid 19. Il CCL dell’EOC prevede al 100% 40 ore settimanali nella media delle quattro settimane consecutive, mentre alla Clinica Moncucco vi è un tetto massimo di 48 ore settimanali per una media annuale di 40 ore settimanali (CCL degli Istituti ospedalieri privati). Sia all’EOC, sia alla Moncucco il personale ha diritto poi a due giorni di libero settimanali.

Ad inizio aprile le direzioni dell’Ospedale regionale di Locarno e della Clinica Luganese SA hanno accettato di fornire al Sindacato VPOD i dati inerenti le turnistiche, i carichi di lavoro e le pause dei dipendenti dei reparti Covid 19. Hanno inoltre indicato di aver creato delle figure per il sostegno psicologico al personale confrontato con le tragedie generate dal Covid 19 e dal pesante carico di lavoro.

Dai controlli effettuati abbiamo potuto costatare che per quanto riguardava la Clinica Luganese non vi erano particolari problemi, in quanto era stata implementata una turnistica a blocchi, che prevedeva 3 giorni lavorativi di 12 ore seguiti due giorni di libero: a parte qualche eccezione il personale non cumulava grosse quantità di ore straordinarie e il CCL era rispettato.

Per quanto attiene l’Ospedale di Locarno il Sindacato ha potuto costatare che nell’80% dei casi non vi è stato superamento delle ore previste dal CCL EOC: anche per quanto concerne le pause e liberi vi era di regola il rispetto del CCL. Per i casi fuori norma il Sindacato VPOD ha subito chiesto alle strutture di effettuare i recuperi a tutela della salute dei dipendenti. Ovviamente va sottolineato come i turni di 12 ore (quasi 13 considerando i 45 minuti per il passaggio di consegne a inizio e fine turno) in un contesto psicologicamente difficile hanno sicuramente messo a dura prova il personale sanitario.

Dalle verifiche effettuate a metà maggio, grazie all’importante calo di casi di contagio, la situazione è tornata alla normalità. Il personale che aveva cumulato ore straordinarie e aveva lavorato duramente e sotto stress sta beneficiando delle ore di recupero e del riposo necessario.

In conclusione il Sindacato VPOD, come tutti gli attori del settore, si è trovato a dover gestire una situazione improvvisamente impazzita anche dal punto di vista sindacale, che impedisce le visite dei sindacalisti sui posti di lavoro. Abbiamo cercato di operare al meglio per verificare le situazioni che ci venivano segnalate dal personale. E continueremo a farlo! L’appello va al personale di tenerci costantemente informati sulle criticità.

Il Sindacato VPOD auspica infine che l’impegno e l’energia messi in questa “prima fase” di crisi dal personale vengano adeguatamente riconosciuti. Richieste in tal senso sono state avanzate all’EOC e un incontro è previsto il 3 giugno.

Fausto Calabretta e Stefano Testa, sindacalisti VPOD Ticino

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Non mi ha mai detto come vivere; ha vissuto, e mi ha lasciato guardare mentre lo faceva.

 
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