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Ricordiamoli - i nostri cari
venerdì 10 aprile 2020.
In memoria di Antonio Giuliani
di Massimo Lardi

Quante volte si è sentito dire che siamo in guerra! In guerra contro un nemico invisibile, subdolo e traditore. In principio questa espressione mi sembrava un’esagerazione, ma ho capito quanto era appropriata quando sono stato toccato nei sentimenti più profondi. E tanto più adesso che il nemico implacabile ha colpito ancora una volta strappandoci Antonio Giuliani, un vero amico, un docente impegnato, la coscienza storica della nostra Valle, la personificazione dei nostri archivi che ha curato con tanto amore, uno studioso di rara competenza del nostro piccolo mondo e in particolare della nostra storia e della nostra flora.
Caro Antonio, caro amico della prima giovinezza, fino da quando con tuo padre Beniamino ci forniste non so più quante carrate di fascine di rami di abete per riscaldare il forno. Amico da quando ancora ragazzo tu fungevi da bagnino presso la piscina dell’Albergo Le Prese. Noi ti davamo una mano nelle pulizie del sabato, a vuotare la vasca e a detergere le pareti e il fondo con spazzoloni e detersivi e tu ci permettevi di approfittare gratis dello stabilimento. Sviluppammo un’ottima collaborazione durante la nostra attività pedagogica. Tu accogliesti regolarmente tirocinanti della Scuola Magistrale, mettendo a frutto la tua lunga esperienza e contribuendo validamente alla preparazione dei nostri insegnanti.
Caro Antonio, ho sperimentato la tua amicizia in particolare nella tua qualità di curatore responsabile e riordinatore appassionato del nostro stupendo Archivio comunale e del non meno prezioso Archivio parrocchiale di S. Vittore. Quante volte, magari anche nei momenti meno propizi, mi sono rivolto a te per ricerche, informazioni e fotocopie. E sempre mi hai aiutato premurosamente, hai precorso spesso la mia domanda fornendomi senza essere richiesto preziosissime informazioni su personaggi, fatti e momenti della nostra storia che sapevi essere di mio interesse.
Questa è vera amicizia. L’hai dimostrato anche nella preparazione del convegno e della rassegna dei cori per ricordare i cento anni della nascita di Renato Maranta. Ora la “Guerra invisibile” ha fatto sì che invece siamo qui a ricordare la tua prematura scomparsa. Ti ha strappato ai tuoi cari e a tutta la comunità lasciando un vuoto incolmabile. Ci mancheranno i tuoi saggi storici e naturalistici sulla nostra stampa, i tuoi contributi di volontariato, la tua partecipazione alla vita culturale al di qua e al di là del confine. Ci mancheranno il tuo buon umore, la tua giovialità e le tue battute sempre calibrate e divertenti. Di te rimarrà un indelebile ricordo. Che questo ricordo sia di conforto e consolazione a Giovanna e a tutta la famiglia in lutto. A loro porgiamo le nostre più sentite condoglianze.

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Non mi ha mai detto come vivere; ha vissuto, e mi ha lasciato guardare mentre lo faceva.

 
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