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Editoriale
martedì 24 marzo 2020.
Com’era verde l’erba del vicino ... !

C’è voluta una pandemia per far aprire gli occhi a chi, per funzione e posizione sociale, dovrebbe tenerli sempre aperti e, anzi, spalancati.

Un mostro invisibile a occhio nudo ha messo letteralmente a nudo le nostre incertezze, la nostra vacuità, la nostra infinita arroganza!
I nostri "gadget" tecnologici ci permettevano di essere in contatto, in tempo reale, con tutti i paesi e le persone del mondo, potevamo ordinare tutte le merci, la maggior parte inutile, in tutto il mondo ed averla nel giro di pochi giorni!
Eravamo proiettati verso l’esterno, verso i miti che le grandi multinazionali ci hanno creato e che ci hanno installato nei gangli vitali del nostro già martoriato corpo, rendendoci ciechi e sordi al richiamo della ragione e della saggezza trasmessaci dai nostri avi.
"Moglie e buoi dei paesi tuoi" recita un vecchio adagio, ma noi volevamo le cose che venivano da lontano per essere "in" e non ci siamo accorti che avendo dimenticato il valore della solidarietà e dell’unità siamo andati "out", distruggendo l’economia locale, le nostre tradizioni, il nostro essere, rendendoci sempre più schiavi di sistemi che non conoscevamo, che non potevamo controllare, e che al momento meno opportuno per noi, si sono chiusi lasciandoci inermi ed impauriti!
Quando questa pandemia sarà addomesticata saremo capaci di trarne le dovute conseguenze? Saremo capaci di riorganizzarci e di riportare al centro del villaggio il famoso campanile?
Saremo capaci di riprendere in mano il filo delle nostre tradizioni e con le nostre competenze ridare il giusto valore ad uomini e cose per rendere efficienti ed autonome le nostre regioni?
Sapremo valorizzare, in poche parole, tutte quelle attività già esistenti che sono state trascurate e spesso snobbate perché bisognava, la moda e l’illusione di guadagni effimeri lo imponevano, rivolgersi altrove!
Se questa tragedia ci insegnerà a dare la giusta precedenza alle nostre attività economiche e sociali, avremo imparato qualcosa e saremo molto più forti qualora un’altra sventura si dovesse abbattere su di noi!
Se non vogliamo, in futuro, dipendere ancora da persone e aziende che vivono all’altro capo del mondo dobbiamo diventare più autosufficienti e per ottenere questo dobbiamo privilegiare le nostre attività commerciali e i nostri negozi per evitare che chiudano perché in caso di bisogno non potremo reinventarli con un "clic".
Saremo capaci di ascoltare anche la voce dell’esperienza? Quella dei nostri vecchi che l’autorità sanitaria sta cercando di proteggere, loro rappresentano il passato, quel passato che deve ancora aiutare il presente a diventare futuro!


Giuseppe Russomanno
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I “legami umani” in un mondo che consuma tutto sono stati sostituiti dalle “connessioni”.
Mentre i legami richiedono impegno, “connettere” e “disconnettere” è un gioco da bambini.

(Zygmunt Bauman)

 
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