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Editoriale
mercoledì 29 gennaio 2020.
Eristica e politici inferiori
di Giuseppe Russomanno

Ascoltando uno dei tanti dibattiti politici presentato da una delle varie reti televisive italiane in merito alle recenti votazioni regionali in cui si scontravano i due partiti attualmente più forti Lega e Partito Democratico, mi è tornato in mente quel che diceva il grande filosofo Platone di tutti quelli che, usando argomentazioni false tendono, spesso riuscendovi, a far prevalere le proprie tesi a prescindere dalla verità in esse contenute!
Platone chiamava questi personaggi "mercenari di parole" in quanto il loro scopo non era quello di arrivare insieme al loro interlocutore alla verità ma a far prevalere la propria tesi, prescindendo appunto dal fatto che si basasse o meno su fatti reali e veritieri!
Ebbene quest’arte del disputare era ed è chiamata ERISTICA e, a quanto pare, non la usano soltanto gli avvocati ma anche molti politici, Platone li classificava come politici inferiori in quanto a loro non interessava il bene dei loro concittadini ma soltanto il prevalere nelle discussioni!
Torniamo alle votazioni regionali italiane in cui c’erano in palio le presidenze in due regioni governate dalla cosiddetta sinistra rappresentata dal PD: Emilia Romagna e Calabria. Orbene la coalizione di centro-destra è riuscita a strappare una di queste regioni agli avversari con un distacco di circa 25 punti e nello stesso tempo a raggiungere quasi il 45% dei voti nell’altra!
Se in un piatto ci sono due mele e il mio avversario riesce a mangiarsene una portandosi via un bel morso anche dell’altra, onestà vorrebbe che si ammettesse la sconfitta rallegrandosi di non aver perso tutte e due le mele!
Invece no! Gli sconfitti, quelli del PD, stanno gridando ai quattro venti, aiutati da certa stampa, che hanno vinto loro e che la Lega ha perso!
L’ERISTICA, di cui sono maestri molti politici inferiori, entra in ballo e dice che non è vero che il PD ha perso e il fatto strano è che anche chi ha vinto, sommerso e frastornato da una battaglia mediatica fuori dalla norma, sembra ci stia credendo!


Giuseppe Russomanno
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I figli sono come gli aquiloni: gli insegnerai a volare, ma non voleranno il tuo volo. Gli insegnerai a sognare, ma non sogneranno il tuo sogno.
Gli insegnerai a vivere, ma non vivranno la tua vita. Ma in ogni volo, in ogni sogno e in ogni vita rimarrà per sempre l’impronta dell’insegnamento ricevuto.

(Madre Teresa)

 
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