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Regionale
giovedì 9 maggio 2019.
Iniziativa abolizione caccia speciale, la parola ai cittadini

(ats) Il 19 maggio i cittadini del cantone retico sono chiamati a votare sull’iniziativa per l’abolizione della caccia speciale, respinta dal Gran Consiglio grigionese su invito del Governo nell’ultima sessione del 2018. La proposta chiede che i piani di abbattimento annuali vengano realizzati integralmente durante la caccia ordinaria rinunciando alle giornate di caccia speciale.

In particolare, si propone di aumentare le giornate di caccia alta da 21 a 25 tra settembre e ottobre, rinunciando alle giornate di caccia speciale nei mesi di novembre e dicembre.

Governo contrario

Nel suo messaggio di agosto 2018 a indirizzo del Parlamento il governo esprimeva forti dubbi sul fatto che quattro giornate aggiuntive e un’estensione della caccia alta a ottobre possano aiutare a realizzare i piani di abbattimento annuali poiché, per via delle condizioni climatiche favorevoli, molti cervi migrano nei Grigioni dai cantoni e dai paesi confinanti solo in tardo autunno.

La caccia speciale serve a ridurre il numero di cervi e caprioli al fine di evitare la moria invernale, i danni al bosco e alle coltivazioni agricole, ricordava il Governo. Se l’iniziativa fosse accolta, la regolazione degli effettivi di ungulati affinché la selvaggina rimanente abbia a disposizione spazi vitali sufficienti diventerebbe un problema: si arriverebbe a morie invernali nonché a un aumento dei danni causati dalla selvaggina a boschi e colture agricole. Il rinnovamento boschivo, particolarmente importante nelle aree montane, dove boschi e foreste hanno una funzione protettiva contro valanghe, cadute di rocce e smottamenti, sarebbe minacciato.

Di conseguenza, aggiungeva il governo, il Cantone dovrebbe svolgere cosiddette "cacce a regia" per adempiere i piani di abbattimento, imponendo gli obiettivi di caccia tramite gli organi di vigilanza ed eventualmente incaricando i cacciatori, prassi che sarebbe in contrasto con la tradizione della libera caccia grigionese da oltre 100 anni.

Una storia lunga trent’anni

Già nel 1993, un anno dopo la sua creazione, l’associazione grigionese della protezione della caccia e della natura tentò un’iniziativa per l’abolizione della caccia speciale, che fu però dichiarata nulla dal Gran Consiglio.

L’iniziativa che sarà votata il 19 maggio, promossa da cacciatori e animalisti, fu presentata, e dichiarata valida, nel 2013 con 10’229 firme a fronte delle 3000 necessarie. Il 9 febbraio 2015 tuttavia, seguendo le indicazioni del Governo cantonale, il Gran Consiglio la dichiarò nulla in quanto in contrasto con il diritto federale (79 voti a 36).

Gli iniziativisti ricorsero al Tribunale amministrativo cantonale, il quale respinse il ricorso e confermò la decisione del Parlamento. I promotori non si diedero per vinti e si rivolsero ai giudici di Losanna, i quali l’8 novembre 2017 sentenziarono che l’iniziativa non viola il diritto federale e il Gran consiglio retico aveva quindi sbagliato a dichiararla nulla.

Il dossier torna così sui banchi dei deputati grigionesi, che su invito del Governo respingono l’iniziativa il 4 dicembre 2018 con 96 voti contrari, un favorevole e 13 astensioni. Il 19 maggio l’ultima parola spetta ai cittadini.

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Una causa non buona diventa peggiore quando si vuole difenderla.

Publio Ovidio Nasone

 
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