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Ricordiamoli - i nostri cari
venerdì 19 aprile 2019.
Il Bello che non si dimentica

Nell’imminenza della Pasqua mi piace ricordare due persone care che ci hanno lasciato nelle trascorse settimane. Due donne che ho conosciuto in tempi e modi diversi ma ugualmente importanti e vive nel ricordo.

Con Doris Berri-Annoni, nata il 29 gennaio 1935 e deceduta il 15 febbraio scorso, ho trascorso parte della mia fanciullezza. La ricordo come la ragazza dalle trecce quasi bionde, seduta con noi bambine piu’ piccole sul muretto del viale che portava alla Collegiata. Il viso bello, tutto in lei era aggraziato e composto e da lei emanava l’autorevolezza della bambina piu’ grande del gruppo. La voce di Doris era poi inconfondibile, una voce bellissima, importante dato che il canto era uno dei nostri divertimenti preferiti. Voce che mi e’ sembrato di risentire quando ho saputo che Doris anche nell’ultimo periodo della sua vita alla Mater Christi, si premurava di radunare gli ospiti della casa per recitare insieme il rosario. Un ruolo che certo le si addiceva anche per quella sua voce dalle tonalita’ intense che sapeva coinvolgere ed emozionare. Nata e cresciuta a San Vittore dove aveva fondato la sua famiglia, anche a Doris non e’ stato risparmiato il dolore con la morte prematura del caro figlio Massimo poco dopo il decesso del marito Edgardo. Ora Doris li ha raggiunti lasciando pero’ vuoto il posto nella sua famiglia ed il rimpianto nel paese che l’ha vista giovane, sposa, mamma e nonna. A me resta soprattutto il Bello del ricordo, della ragazza dalle trecce quasi bionde. Altra dipartita che ha lasciato tristezza profonda nel vasto parentado, quella di Franca Berri-Cattaneo. Nata a Roveredo il 30 novembre 1934, nel capoluogo Franca era cresciuta e si era accasata con Mario Berri. Trasferitasi poi con la sua famiglia a San Vittore, Franca vi rimaneva attorniata da quei figli e nipoti che erano la sua vita fino al suo trasferimento in eta’ avanzata, alla Residenza delle Rose. Dove, regolarmente visitata ed accompagnata affettuosamente dalla sua famiglia, il 23 marzo scorso, si accomiatava da essa per sempre. Ho conosciuto Franca nelle occasioni belle di compleanni, matrimoni e battesimi ed ho potuto apprezzarne il lato mite, gentile e comprensivo della sua personalita’. Meglio pero’ l’ho conosciuta dalle parole pronunciate dalla sua abbiatica Lisa al momento dell’estremo saluto in cimitero. Parole semplici e in dialetto - perche’ Lisa parlava come aveva sempre parlato con sua nonna - parole che hanno saputo raccontare i gesti dell’amore di una nonna e tutta la delicatezza, le carezze, la consolazione che essi racchiudono. Rendendo piu’ che mai vera quella canzone dedicata ai morti che dice “quando bussero’ alla tua porta….avro’ grappoli d’amore”.
Cosi ricorderemo Franca.

Nicoletta Noi-Togni

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„I felici sono felici per il possesso della giustizia e della temperanza e gli infelici, infelici per il possesso della cattiveria.“

Platone

 
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