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Fuori regione
venerdì 8 marzo 2019.
12,8 miliardi per "ferrovia 2035", progetti anche nei Grigioni

(ats) Per realizzare la ferrovia del futuro servono 12,82 miliardi di franchi. Ne è convinto il Consiglio degli Stati che ha approvato oggi all’unanimità il credito destinato alla fase di ampliamento 2035 dell’infrastruttura ferroviaria svizzera. Oltre 200 i progetti previsti, alcuni dei quali nei Grigioni.

"La mobilità - ha affermato Claude Hêche (PS/JU) - è una delle chiavi della prosperità del nostro paese". "Grazie a qualità e densità dell’offerta ferroviaria - ha sostenuto - abbiamo evitato paralisi della rete stradale". La fase di ampliamento 2035, che sarà finanziata con il Fondo per l’infrastruttura ferroviaria (FIF), appare quindi indispensabile.

Stefan Engler (PPD/GR), peraltro presidente della Ferrovia retica (FR), si è detto soddisfatto che non sono state dimenticate le regioni di montagna e turistiche. Nel suo cantone sono previsti investimenti a Landquart, in Prettigovia e sulla linea del Bernina tra St. Moritz e Tirano (I).

Del potenziamento della linea Locarno - Intragna (passaggio alla cadenza semioraria) si è rallegrato Fabio Abate (PLR/TI), ex presidente della società che la gestisce. In Ticino sono previsti anche altri investimenti come la nuova fermata di Piazza Indipendenza a Bellinzona, il rafforzamento della tratta Bioggio-Lugano (previsti qui treni ogni 10 minuti) e l’ampliamento dello scalo merci di Cadenazzo.

Ma è più a nord, sull’Altopiano, che si concentrano i principali interventi. In primo luogo si vuole consentire l’introduzione della cadenza ogni quindici minuti in diverse tratte, come tra Ginevra e Losanna, tra Berna a Friburgo, tra Berna e Zurigo, tra Zugo e Zurigo e tra Zurigo e Frauenfeld (via Winterthur). Altre linee passeranno alla cadenza semioraria, tra cui la Berna-Briga, la Basilea-Bienne, la Lucerna-Zurigo e la Lucerna-Engelberg.

Il dossier passa ora al Consiglio nazionale.

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“Non bisogna rovinare il bene presente col desiderio di ciò che non si ha, ma occorre riflettere che anche ciò che si ha lo si è desiderato.”

Epicuro

 
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