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Regionale
martedì 5 febbraio 2019.
C’erano le Officine FFS
di Renato Magginetti

Le ferrovie avevano ricevuto 120’000 mq in cambio di lavoro a Bellinzona. Ha funzionato molto bene per quasi 120 anni. E’ terreno industriale e artigianale, valore massimo, oggi, Fr. 500.- al mq.

E’ evidente che le FFS non hanno più bisogno delle Officine di Bellinzona. Si può capire. Ce lo dicano con chiarezza. Le FFS, oggi, i treni merci e le locomotive li prendono in leasing se non addirittura a noleggio. Per i treni passeggeri, i Tilo e domani i GR1, non si sa ma per la nuova “Officina” di Castione si parla di piccola manutenzione. Il “Centro di Competenze” alle FFS non interessa ed è per questo che cedono 45’000 mq affinché se ne occupi il Comune e il Cantone. Cedono la parte nord del terreno con la “Cattedrale” che è un bene protetto, con vincoli che alle FFS non covengono. E’ per questi motivi che la Città e il Cantone devono riscattare tutto il terreno delle Officine FFS; è ovvio: Fr./mq 500.- x mq 120’000 = Fr. 60’000’000.-.
Si tratterà di spiegare la differenza tra espropriazione, riscatto equo, riscatto criminale e alienazione.

Alienazione, sostantivo femminile:
1. Trasferimento di proprietà o di diritti.
2. Alienazione mentale, demenza, infermità mentale.

Quando ti espropriano il terreno (per esempio per allargare la strada) ti danno al massimo il valore commerciale. Il riscatto del terreno delle Officine FFS permetterà alla Città e al Cantone di avere tutto il tempo per ripensare e riqualificare, quel comparto importante per la Città ed il Cantone. Le FFS non sono d’accordo? Benissimo? Che se lo tengano tutto il loro terreno! Però, di conseguenza, quel terreno dovrà rimanere zona industriale-artigianale, valore massimo Fr./mq 500.- e faranno il piacere di decontaminarlo.
E’ comprensibile che le FFS tentino di sfruttare senza scrupoli i loro terreni; è gravissimo che i politici e i cittadini di Bellinzona e del Cantone permettano questo. (Dobbiamo regalare alle FFS almeno Fr. 240’000’000.- per farci portar via le Officine? ... e rompere il mercato ai piccoli e medi proprietari fondiari e immobiliari che da generazioni pagano le imposte a Bellinzona? ... e togliere il lavoro ai piccoli e medi professionisti, tecnici indipendenti, impresari costruttori, artigiani, …, della regione?).

Altro fatto molto grave; il concorso del Masterplan della Nuova Bellinzona nel quale il terreno delle “Officine” è scorporato. A breve, verrà indetto un concorso specifico per le Officine. Chissà perché? E’ ovvio! Il Masterplan per la Nuova Bellinzona avrà tempi più lunghi, mentre che le FFS, la torta, la vogliono mangiare subito, incuranti delle priorità della città e del Cantone. In un secondo tempo, quando avremo capito come vogliamo organizzare la Nuova Bellinzona, e quando la Città e il Cantone avranno riscattato il terreno, si potrà fare il Masterplan per il terreno delle Officine. Per quanto riguarda lo spostamento a Castione, si deve sapere che non sono le competenze e il volume delle attuali Officine che vengono spostate. No! E’ un capannone che le FFS necessitano per parcheggiare i treni (i Tilo e in futuro i GR1) che attualmente vengono posteggiati alla bell’e meglio in varie stazioni. Questo capannone dovrà permettere la piccola manutenzione, significa la pulizia delle carrozze a fine corsa e la sostituzione di oggetti deteriorati. (lavoro qualificato? E’ questa la decantata eccellenza ticinese?) Evidentemente questo capannone dovrà trovarsi vicino al terminale del Tilo, dunque a Bodio/Biasca. Perché le FFS vogliono costruire questo capannone a Castione? Intanto per una questione contabile; gli 80’000 mq, che attualmente sono agricoli (terreno SAC), valgono al massimo Fr. 15.- al mq. Soprattutto significa che le FFS considerano Castione il terminale del Tilo, escludendo la Riviera e le valli superiori. Anche contro questo le autorità e noi cittadini di Bellinzona e del Cantone dobbiamo ribellarci.

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Il Carnevale, in opposizione alla festa ufficiale, era il trionfo di una sorta di liberazione temporanea della verità dominante e dal regime esistente, l’abolizione provvisoria di tutti i rapporti gerarchici, dei privilegi, delle regole e dei tabù. Era l’autentica festa del tempo, del divenire, degli avvicendamenti e del rinnovamento. Si opponeva ad ogni perpetuazione, ad ogni carattere definitivo e ad ogni fine.

(Michael Bachtin)

 
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