• 13284 Soazza - Giornata Mondiale del Libro 2019
  • 13230 Nerina
  • 13201 Non sono fiori ...
Editoriale
domenica 3 febbraio 2019.
“Dimmi come parli e ti dirò chi sei”
di Nicoletta Noi-Togni

Per fortuna, raramente purtroppo, qualche volta qualcuno reagisce. E’ successo il 21 gennaio sul Corriere del Ticino. La signora Corinne Zaugg ha deciso di segnalare alla redazione lo scritto di quel “signore” che paragona (pesantemente tra l’altro) il suo cane ad una “moglie”, ipotetica o reale non si sa. Probabilmente altre persone avranno notato il testo in questione ma deciso di passare oltre. Io non so quanto sia giusto passare sempre oltre. Fatto sta che il linguaggio in generale si sta sempre più imbarbarendo, non solo nella forma ma anche - come in questo caso - nei contenuti.
Il signore in questione infatti non si limita al paragone puro e semplice (quello per esempio ricorrente del buontempone che abbina donna e automobile) ma scende nei minimi particolari spiegando la differenza tra un cane ed una moglie. E lo fa con l’intento di far ridere, riuscendoci magari anche e tramutando il tutto in dileggio. La peggior cosa che si possa fare perché in tal modo si rende banale ciò che banale non è; ridendo con noncuranza (e con ignoranza) si umiliano e calpestano valori che andrebbero rispettati. Il “signore” in questione non è il solo a comportarsi così. L’inadeguatezza verbale nel discorso assume i caratteri veri e propri della violenza. Questo in un mondo e in un tempo che avrebbe bisogno di ben altro, come giustamente faceva osservare la signora Zaugg. Eppure, prescindendo dalla pesantezza dell’esempio suddetto, quanta inadeguatezza e violenza esprime oggi il discorso, quello politico più che mai? Per esempio il continuo accostamento alle situazioni dolorose della malattia. Tutto diventa “cancro”, “lebbra”, “schizofrenia”, “paranoia”. Ma questi politici sanno cosa significano questi termini? Sanno quanta sofferenza per chi ne è realmente toccato si cela dietro tutto ciò? A cosa vale allora il loro paragonare inadeguato se non a ferire qualcuno e qualcosa? Di meglio fa ancora l’EU o chi per essa. Che da anni ci propone la clausula “ghigliottina”. Ogni volta mi sembra di vedere il lucido e tagliente metallo abbattersi su di un collo umano.
E tanto, tanto sangue.
Ma ci sono anche i termini propriamente avvilenti. Che non fanno certo onore a chi li usa e fanno male a chi per certi principi ha lottato. Definire per esempio le quote rosa una “boiata”, indipendentemente dall’essere d’accordo o no sulle stesse, significa misconoscere e disprezzare ciò che tante donne oggi e soprattutto prima di noi, hanno cercato di fare (come hanno potuto) perché la donna potesse accedere alla politica in eguale valore e capacità. E non perché potessero farlo con noncuranza e spavalderia, allegramente disprezzando. Che lo faccia poi una donna, mi dispiace anche di più.
Nicoletta Noi-Togni

top

„La virtù, la sanità fisica, ogni bene e la divinità sono armonia: perciò anche l’universo è costituito secondo armonia. Anche l’amicizia è uguaglianza armonica.“ —

Pitagora

 
Sponsors