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Editoriale
giovedì 3 gennaio 2019.
La solitudine dei Post -Millennials
di Giuseppe Russomanno

Solitudine e depressione vanno a braccetto e molti sono i giovani che si rivolgono al Telefono Amico per sfogare il loro malessere.

Sempre più giovani soffrono la solitudine! Questo il titolo di un articolo pubblicato sul Corriere del Ticino e che mi ha spinto a ripensare alla vita in generale e al modo di viverla di ciascuno di noi!
La cosa che salta subito agli occhi è il sentimento di solitudine che a quanto pare ristagna negli animi di molti. Nell’era della comunicazione, degli Smart Phone, di Face Book e di tanti altri cosiddetti “social” proprio la parte più tecnologizzata della società, i giovani, i cosiddetti Millennials, iGen, Post-Millennials o Plurals, soffrono di solitudine! Proprio loro che sono perennemente collegati a una moltitudine di persone non riescono a sentirsi vicini e partecipi l’uno dell’altro! E allora a questo punto sarebbe utile una pausa di riflessione per individuare e correggere, se si è ancora in tempo, l’errore che noi tutti stiamo commettendo!
Abbiamo tutti i mezzi possibili e immaginabili per comunicare con i nostri cari ma ci sentiamo soli! Non è che i mezzi che usiamo per comunicare sono invece mezzi che ci allontanano gli uni dagli altri?
Iphonarsi, smartphonarsi, telefonarsi è proprio indispensabile? Non è la consapevolezza di potersi sentire in ogni momento che induce le persone a stare lontano? Tanto posso sempre sentirli, anzi con apposite “app” posso anche vederli! Che tristezza e che solitudine! Masochismo voluto e applicato per poter usare un aggeggio che nell’80% dei casi è assolutamente inutile se non dannoso!
Proposito per il nuovo anno: invece di telefonare o di videotelefonare andiamo a trovare i nostri amici e parenti e mentre li abbracciamo facciamo attenzione al piacere che ci pervade nel toccare ed essere toccati da quelle persone che amiamo e che ci amano! Facciamolo spesso perché è la cosa più salutare che possiamo fare per noi e i nostri cari.
Nei paesi del sud la solitudine e la depressione non sono molto comuni!
Meditiamo.
Buon Anno a tutti.


Giuseppe Russomanno
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„Che cosa terribile quando il giudice equo dà una sentenza iniqua.“

Sofocle

 
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