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Regionale
sabato 29 settembre 2018.
Inaugurata la Swisshouse, la casa-scultura di Rossa
di Lino Succetti

Sabato 29 settembre grande festa e folto pubblico in Rossa per l’inaugurazione della Swiss House, costruita nel 2017. Una casa-scultura nata da un progetto di Daniel Buren con il proprietario Davide Macullo, in collaborazione con la Galleria Continua di Mario Cristiani. Una costruzione insolita specialmente in un villaggio come Rossa, in fondo alla Val Calanca, opera che non lascia indifferenti i molti estimatori oltre a far arricciare il naso a chi pensa che l’intervento architettonico non sia molto in sintonia con il paesaggio e le costruzioni esistenti.



Tra i primi convinti estimatori dell’opera il sindaco di Rossa Graziano Zanardi che nel discorso inaugurale si è così tra l’altro espresso: “Per me Swiss House fotografa appieno il carattere di chi ha un forte e profondo legame con il luogo (l’architetto Macullo è originario e patrizio di Rossa e tra i Macullo si annoverano artisti molto conosciuti che spaziano dall’architettura, alla pittura, alla scrittura e alla musica), cioè gente determinata, particolare, singolare, enigmatica e armonica. Caratteri ben leggibili nella casa-scultura determinata (con linea forte e chiara), particolare e singolare (non assomiglia a qualcosa o a qualcuno) enigmatica (da scoprire per poterla capire) e infine armonica (vive in sintonia con la natura)”. Zanardi ha pure ricordato gli antenati calanchini che andavano a Parigi per necessità, mentre ora, dando vita a qualcosa di unico, una torre colorata dalle forme organiche, per il villaggio dell’alta valle c’è un biglietto da visita in chiave moderna con la firma prestigiosa di Daniel Buren, un artista parigino di fama mondiale. Come ben spiegato nel libro di un centinaio di pagine riccamente illustrate intitolato «Swisshouse Rossa. Permanent work in situ» (Edizioni Casagrande, Bellinzona): “Alta due piani, la struttura è fatta interamente in legno - ad eccezione del basamento in cemento, che ospita al suo interno un piano interrato - ricoprendo la facciata da strisce verticali di colore verde e rosso magenta che si alternano a quelle bianche. È la sola presenza di porte e finestre a svelarne la sua funzione abitativa, mentre il contrasto con l’architettura tradizionale delle costruzioni circostanti dichiara l’intento del progettista di rompere l’archetipo formale.


Negli interni la ricerca dell’essenziale prosegue invertendone magistralmente il linguaggio. Improvvisamente lo spazio si fa monomaterico e monocolore, predomina il legno in tutta la sua calda naturalità ricoprendo quasi tutta la superficie. L’ambiente open space viene privato del superfluo, e si presenta come un volume quasi vuoto”. Zanardi ha infine ricordato l’impegno di Davide Macullo per il suo comune d’origine con la fondazione ROSSART, coinvolgendo più attori con lo scopo ben preciso di far conoscere e realizzare strutture artistiche nuove e preservare quelle già presenti sul territorio. A tal proposito ha ringraziato in modo particolare Mario Cristiani della Galleria Continua che proprio con l’inaugurazione di Swiss House Rossa dà avvio a una galleria permanente all’aperto, con opere che si potranno ammirare liberamente.


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“Non possiamo controllare le malelingue degli altri; ma una vita retta ci consente di ignorarle.”

Catone il Censore

 
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