• 12690 Cipressi
  • 12302 I soliti ... cani!
Regionale
mercoledì 12 settembre 2018.
Ma chi ha mai parlato di risparmiare sulla scuola?
Risposta di un docente al Consiglio scolastico di Roveredo

È matematico che un aumento demografico importante, innescato da un nuovo centro residenziale Müller, comporterebbe maggiori pressioni sulle strutture scolastiche oggi ai limiti di capienza.

In realtà il fermento edilizio di questi ultimissimi anni sta già contribuendo a questo fenomeno assolutamente normale. Evitare un aumento demografico improvviso e disarmonico preferendo in centro paese maggiori servizi alla decina di palazzine abitative – allo stato attuale – appare sensato. Ma ciò non significa in nessun caso risparmiare sulla scuola: istruzione, sanità e sicurezza sono da sempre i servizi basilari della società e necessitano di continui investimenti. Lavoro da dieci anni come docente e so per certo che nella scuola gli investimenti non sono mai abbastanza (e non mi riferisco in nessun caso all’onorario dei docenti, bensì alle strutture e ai sussidi didattici). So anche che è pressoché impossibile incontrare progetti di edifici scolastici in cui gli architetti sottostanno veramente alle necessità pratiche dei docenti (che dovrebbero essere coinvolti dall’inizio alla fine nel processo creativo), perché coloro che commissionano gli edifici (Comune o Cantone) non hanno solitamente il buon senso di fidarsi di coloro che giorno dopo giorno accompagnano le nuove generazioni nel loro sviluppo come individui, imponendo agli architetti un intelligente lavoro di team (ogni attore chiaramente con le sue specifiche competenze). Queste dinamiche di “lavori a compartimenti stagni” si sono verificate sia per le scuole In Riva, che per la scuola dell’infanzia alla Cioldina, con piccoligrandi disagi ben noti. Si potrebbe cogliere in ciò un’analogia con il progetto Müller e il mancato coinvolgimento della popolazione nell’atto creativo della ricucitura, che fin dall’inizio il Movimento Un Cher per Rorè ha sollevato. Se siamo giunti al referendum è per la mancanza di apertura da parte degli attuali politici a riavviare un processo decisionale popolare e riformulare il mandato con specifici paletti per gli addetti del settore. Ritornando alle scuole primarie di Roveredo, esse da tempo hanno bisogno di ampliamenti e ciò è sotto gli occhi di tutti i genitori. La nuova conformazione politica roveredana, a partire dal rinnovo dei poteri di novembre, sarà tenuta a stilare un progetto di sviluppo a lunga durata dell’intera realtà socio-economica del borgo, costruendo un discorso organico a 360 gradi, in grado di gestire al meglio anche gli ulteriori 10’000 m2 edificabili al di fuori dal comparto centrale, affinché possano garantire i necessari investimenti futuri in tutti i settori che reclamano un intervento urgente, come le scuole. Indipendentemente dall’esito del referendum le scuole rimarranno ovviamente un’assoluta priorità.

Gionata Pieracci

top

Un fiocco di neve è una delle creazioni più fragili di Dio, ma guarda che cosa possono fare i fiocchi quando si attaccano insieme!

(Anonimo)

 
Sponsors