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Lettere dei lettori
martedì 24 luglio 2018.
Una provocazione relativa alla realizzazione del Centro sportivo regionale
di Sandro Tamò

Da più di dieci anni la Mesolcina e la Calanca sono sprovviste di una piscina pubblica. Recentemente si moltiplicano petizioni, raccolte firme e interessamenti vari da parte di cittadini affinchè finalmente si passi dalle parole ai fatti. Purtroppo la soluzione è complicata e nessuno, malgrado la buona volontà di un gruppo di giovani, è in grado di proporre proposte concrete.

Chi potrebbe dare il via all’operazione “centro sportivo regionale”?
La Regione Moesa, non sembra in grado di portare innanzi il problema poichè è costituita dai Comuni tramite i soli sindaci dei Comuni senza grandi possibilità esecutive e finanziarie; si veda in proposito cosa ha realizzato o meglio non realizzato nell’ambito intercomunale da quando è stata istituita. Il privato, contrariamente a quanto concretizzato anni fa con il centro sportivo Vera a Roveredo con coraggio ed intraprendenza, difficilmente mette a disposizione il suo capitale per un’opera la cui realizzazione spetta prevalentemente all’ente pubblico.
Rimane quindi la soluzione pubblica intercomunale prendendo esempio da altre corporazioni come per le scuole regionali o la Corporazione per la raccolta ed eliminazione rifiuti (CRER).

Ebbene, per la realizzazione del centro sportivo regionale, con il presente scritto desidero lanciare una provocazione, un’ idea un po’ balorda, ma attuabile se esiste la buona volontà da parte dei nostri politici rispettivamente dei cittadini, concretizzabile in breve tempo con limitati oneri finanziari a carico dei Comuni.

Come primo passo è necessario avere un ente sovracomunale che si sobbarchi l’impegno di realizzare a tappe il centro sportivo (priorità alla costruzione di una piscina pubblica regionale). L’idea potrebbe essere quella di costituire un ulteriore ente intercomunale. Ma anche di questi enti o corporazioni tra i Comuni ne esistono già troppi; con difficoltà di impegnare ulteriormemte persone a ricoprire cariche di delegati comunali ed ulteriori assemblee corporative. Per ovviare a questo affollamento di enti intercomunali ritengo che con le dovute modifiche statutarie la CRER è attualmente l’organo regionale esistente più consono per intraprendere la concretizzione del centro sportivo regionale.
Si tratterebbe di modificare alcune disposizioni statutarie con una nuova denominazione dell’ente (per esempio Corporazione dei Comuni del Moesano per l’ambiente e lo sport (“CRAS”). Aggiungere negli scopi (art.2) le nuove competenze in ambito sportivo e magari di creare un organo (art.6) supplementare o parallelo specificatamente per lo sport. Il tutto dovrebbe essere perfezionato e accettato dai Comuni Corporati tramite votazione (art.42).
Essendo un ente già costituito, e con una buona situazione finanziaria, esso dovrebbe avere facilità nel reperimento dei crediti necessari. Si consideri inoltre che nel 2017 la CRER ha registrato un avanzo d’esercizio di quasi 1’600’000 fr. e distribuito ai Comuni 1’400’000 fr. Vorrei inoltre sottolineare che l’accesso ai sussidi cantonali e federali è necessaria una forma giuridica riconosciuta come è appunto il caso della CRER.

Evidentemente i primi a dare un positivo consenso a questa idea dovrebbero essere il comitato ed i delegati della CRER. Questo primo esame potrebbe servire da segnale sulla possibilità o meno di proseguire su questa via per realizzare in tempi relativamente brevi un centro sportivo regionale che da troppo tempo è dormiente. Questa è una mia provocazione, o meglio proposta concreta, che sarebbe interessante riprendere in discussione tra Comuni e CRER sperando che qualcosa finalmente si muova.

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Questa è la storia di quattro persone, chiamate Ognuno, Qualcuno, Ciascuno e Nessuno.
C’era un lavoro importante da fare e Ognuno era sicuro che Qualcuno lo avrebbe fatto.
Ciascuno avrebbe potuto farlo, ma Nessuno lo fece.
Finì che Ognuno incolpò Qualcuno perché Nessuno fece ciò che Ciascuno avrebbe potuto fare.

(Anonimo)

 
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