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Politica
venerdì 4 maggio 2018.
La Posta non può fare quello che vuole.
Lo Stato intervenga!

Il Tribunale amministrativo federale ha stabilito che è la Posta che decide se chiudere, trasferire o trasformare un ufficio postale. Questo dimostra che pur essendo un’azienda a capitale pubblico, in realtà la Posta è definitivamente privatizzata, non deve rendere conto praticamente a nessuno e quindi continuerà a smantellare uffici postali, a licenziare lavoratori e a umiliare il servizio pubblico del nostro Paese.

Non si può continuare con i comunicati stampa di indignazione, con le petizioni che poi finiscono in un cassetto, ma bisogna andare a colpire alle radici del problema. 20 anni fa con la riforma delle PTT è stato distrutto un settore strategico dell’economia nazionale che dobbiamo recuperare!

Il Partito Comunista ribadisce quindi la necessità di nazionalizzare la Posta, riprendere sotto il controllo pubblico i settori redditizi esternalizzati, licenziare i manager che hanno diretto questo gioco al massacro contro gli interessi dei cittadini, dei lavoratori e della stessa Confederazione.

Ci auguriamo che tutti i partiti in Gran Consiglio sosterranno l’iniziativa cantonale per il ripristino della regia federale della Posta depositata dal deputato del Partito Comunista Massimiliano Ay.

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Questa è la storia di quattro persone, chiamate Ognuno, Qualcuno, Ciascuno e Nessuno.
C’era un lavoro importante da fare e Ognuno era sicuro che Qualcuno lo avrebbe fatto.
Ciascuno avrebbe potuto farlo, ma Nessuno lo fece.
Finì che Ognuno incolpò Qualcuno perché Nessuno fece ciò che Ciascuno avrebbe potuto fare.

(Anonimo)

 
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