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Lettere dei lettori
sabato 28 aprile 2018.
Nidi, educatrici e genitori nella Riforma
di Monica Delcò

Essere una buona educatrice in un nido richiede costanza, volontà e continuo apprendimento. Il compito di un’educatrice non è formare il bambino, ma dargli tutte le condizioni perché possa svilupparsi al meglio da solo.

Deve predisporre un ambiente favorevole, prevedere stimoli vari e adatti all’età dei bambini, dare affetto ma anche limiti, garantire coerenza e trasparenza. E deve sapere che la collaborazione con i genitori, primi esperti del loro bambino, è fondamentale. Si tratta di un compito complesso ed a volte oneroso, per quanto gratificante. È quindi importante che sia riconosciuta da tutti come professione di grande responsabilità. Il genitore invece fa quello che fa un’educatrice per tutta la sua vita. Questo compito è reso anche più difficile dal fatto che non ha imparato il suo ruolo studiando, ma andando avanti per tentativi ed errori. Essere genitore non dà stipendi, vacanze, periodi di pausa: è un lavoro più che a tempo pieno. È quindi giusto che la società sostenga i genitori laddove dovessero incontrare delle difficoltà.
La riforma fiscale per la quale stiamo per votare piace a pochi. È però, dicono, l’unico modo per avere una controparte sociale. Se così fosse, credo che sarebbe davvero importante accettarla: aiuterebbe molto educatrici, genitori e non solo. È sempre solo questione di soldi, è vero, ma parliamoci chiaro: oggi è grazie a questi che gira il mondo.
Pensiamo alle educatrici: quante di loro hanno la passione e la possibilità per assumersi questo incarico per pochi soldi al mese? E quante invece prendono questo lavoro perché non trovano altro, pronte ad andarsene alla prima occasione? Nel secondo caso questo si ripercuoterebbe ampiamente sulla qualità delle strutture. Un nido in cui il personale continua a cambiare, in cui diventa difficile acquistare il materiale necessario difficilmente potrà offrire un servizio di qualità. Non voglio dire che tutti i nidi e tutte le educatrici siano così, anzi ho conosciuto strutture ed educatrici ottime. Ma ognuno deve anche pensare a vivere, e con uno stipendio migliore la motivazione sarebbe maggiore, inoltre le strutture avrebbero una scelta più ampia di candidati per una nuova assunzione!
Pensiamo infine ai genitori: quanti di loro mandano il proprio bambino al nido per necessità? E quanti di loro si sentono in colpa, quando oltretutto magari i soldi bastano appena per coprire la retta? Se i genitori fossero economicamente più tranquilli e sapessero che il nido scelto può proporre una qualità maggiore ai loro figli non sarebbero più sereni? Il nido per il bambino è sicuramente un’esperienza positiva, se ci sono le giuste premesse! Non mi intendo di politica, ma sono certa che sia necessario fare qualcosa per migliorare le condizioni sociali attuali. Spero davvero che questa riforma possa muovere le cose in questo senso. Per questo motivo voterò a favore!

Monica Delcò, educatrice

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Questa è la storia di quattro persone, chiamate Ognuno, Qualcuno, Ciascuno e Nessuno.
C’era un lavoro importante da fare e Ognuno era sicuro che Qualcuno lo avrebbe fatto.
Ciascuno avrebbe potuto farlo, ma Nessuno lo fece.
Finì che Ognuno incolpò Qualcuno perché Nessuno fece ciò che Ciascuno avrebbe potuto fare.

(Anonimo)

 
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