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Cultura
martedì 24 aprile 2018.
Scuola ai Mondan - Festeggiati i primi 30 anni

Nell’estate di trent’anni fa, esattamente il 29 agosto 1987, veniva inaugurato il nuovo Centro scolastico regionale “ai Mondan” di Roveredo. Si apriva così un capitolo importante della storia dell’educazione popolare nelle nostre valli, a beneficio in particolar modo dei ragazzi della Bassa Mesolcina e della Calanca.



La ricorrenza è stata festeggiata lo scorso venerdì 20 aprile con una cerimonia semplice nella forma ma sostanziosa nei contenuti.
Dopo il saluto di Franco Marzoli, presidente del Consiglio scolastico, e il commosso ricordo di due persone venute a mancare proprio in questi giorni – l’architetto Fausto Chiaverio, uno dei progettisti dell’edificio, e Sergio Belloli, membro del Consiglio scolastico di allora – si è passati alla parte ufficiale.


Romano Losa, attuale direttore della Scuola secondaria e di avviamento pratico del Moesano, ha evidenziato il ruolo importante delle persone, i momenti belli e brutti, la volontà di far vivere e conservare al meglio un edificio che si qualifica per la felice disposizione degli spazi, per l’armonia che sa creare, per la luce che riceve e diffonde. In un contesto del genere la vita scolastica non può che trarne giovamento. La scuola “ai Mondan” è il risultato tangibile di una politica di spese fatte bene e gli otto ulivi piantati lo scorso anno per la ricorrenza nel cortile interno, vogliono significare la volontà di rendere sempre più fruttuosa la qualità dell’insegnamento.
L’architetto Fausto Censi, co-progettista dell’edificio, ha ricordato l’iter del progetto. L’idea iniziale di Fausto Chiaverio – una villa nel parco – è stata mantenuta, seppur ovviamente elaborata e adeguata per renderla consona ai bisogni e alle esigenze di una scuola. Molta importanza è stata data all’insediamento armonioso dell’edificio nel paesaggio circostante, un vero e proprio parco naturale, alle aperture verso l’esterno e all’effetto luce. Per le facciate si sono scelti i mattoni in silico calcare, ognuno dei quali è stato disegnato come pure le piastrelle. Questa “lentezza” ha consentito la possibilità di puntuali e opportune verifiche. Essenziale è stata la collaborazione di tutti, in particolar modo con la direzione lavori che ha avuto un ruolo importante. Tutto ciò ha permesso di mantenere i costi nel preventivo.


Sandro Tamò, membro del Consiglio scolastico di allora, ha ricordato le principali tappe di un percorso durato sette anni, non privo di difficoltà dovute soprattutto a contrasti politici locali. Dapprima la costituzione della Corporazione dei Comuni, poi l’allestimento dei contenuti e l’acquisto dei terreni, quindi le varie consultazioni comunali per votare il credito di costruzione della scuola. La fase realizzativa è durata poco più di due anni e l’impegno del Consiglio scolastico della Corporazione durante tutto il percorso è stato notevole e si cifra in ben 140 sedute.
Dante Peduzzi, già direttore di sede e ex-ispettore scolastico, ha evidenziato l’importanza storica della nostra scuola secondaria, tant’è vero che la Reale di Roveredo è stata una delle prime nel Cantone. Con gli anni, con il cambiamento della struttura organizzativa e soprattutto con la nuova sede “ai Mondan”, l’attuale scuola secondaria e di avviamento pratico è un qualificato punto di riferimento per tutta la regione, grazie soprattutto al lavoro che si fa, e un vettore di forza e di crescita qualitativa per la nostra popolazione. I canti della classe preliceale Grigioni sotto la direzione di Tiziano Guscetti e le armonie delle giovani violiniste Francesca e Valentina Tobler hanno dato un tocco di gioiosità alla manifestazione. E il ricco buffet ha favorito quei rapporti conviviali che sono il sale del vivere comune.
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Questa è la storia di quattro persone, chiamate Ognuno, Qualcuno, Ciascuno e Nessuno.
C’era un lavoro importante da fare e Ognuno era sicuro che Qualcuno lo avrebbe fatto.
Ciascuno avrebbe potuto farlo, ma Nessuno lo fece.
Finì che Ognuno incolpò Qualcuno perché Nessuno fece ciò che Ciascuno avrebbe potuto fare.

(Anonimo)

 
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