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Cultura
lunedì 16 aprile 2018.
La poesia dialettale di Annamaria Pianezzi-Marcacci premiata dalla Pgi

Il premio per il miglior componimento grigionitaliano del Concorso di poesia dialettale per la Provincia di Sondrio e il Grigionitaliano 2017/18 è stato assegnato ad Annamaria Pianezzi-Marcacci.

Venerdì 13 aprile 2018, presso il Centro polifunzionale di Sondalo, sono avvenute le premiazioni del noto concorso dialettale organizzato dal Comune di Sondalo e dal Centro studi storici Alta Valtellina, giunto quest’anno alla settima edizione. La serata, condotta dall’assessore della cultura sondalina Luca Della Valle e Gisella Schena, tra le fondatrici del concorso, si è sviluppata principalmente con la lettura delle prime quindici poesie classificate e di quelle segnalate per meriti speciali, con intermezzi musicali del giovane fisarmonicista Alberto Canclini.

Sui 42 componimenti pervenuti cinque sono stati scritti in un dialetto grigionitaliano. Per la precisione sono arrivati tre testi nei dialetti mesolcinesi e due negli idiomi valposchiavini. La poesia grigionitaliana che ha maggiormente convinto la giuria del concorso, s’intitola I scigad de Gordol, scritta da Annamaria Pianezzi-Marcacci nel dialetto di San Vittore degli anni ’40 del Novecento, piazzandosi anche al sesto posto nella classifica assoluta. Concentrandosi su un episodio di vita vissuta nella zona di Gordol (sulla strada per Giova), la poesia riesce a trasmettere in maniera originale l’idea della morte mostrandola negli occhi di un porcellino. Sapiente è la scansione della narrazione: titolo che evoca il suono delle cicale e il caldo estivo, un incipit di contestualizzazione, seguono l’azione e il fatto principale, la reazione e l’effetto a livello psicologico, con l’entrata in scena di un Io che infine assimila dentro di sé il dolore fisico dell’animale morente. Durante la serata la poetessa ha quindi ricevuto il premio da parte della Pgi.

Fra le poesie grigionitaliane è stata inoltre segnalata quella di Roberto Nussio di Brusio. Il componimento L’Eden ha infatti ricevuto uno dei premi speciali dalla giuria con la motivazione “per l’uso del dialetto nell’ambito di un argomento filosofico e scientifico evidenziando così un’attuale problematica ecologica”. Con suggestioni inerenti la poesia astrale del Pascoli e riferimenti danteschi, questi versi trattano la tematica del riscaldamento globale che potrebbe portare alla fine della nostra specie. Colpisce nella poesia il costante e sapiente uso di metafore per descrivere gli avvenimenti fisici relativi alla Terra e che riguardano direttamente tutti gli abitanti del nostro pianeta.

Al concorso hanno partecipato altre tre poesie grigionitaliane. Si tratta di Ave Av di Rodolfo Fasani (Mesocco), El prim de l’an di Alfredo Parolini (Mesocco) e Impresion – Val Barranco de l’Ofre (Mallorca) di Prospero Crameri (Poschiavo – San Carlo). I cinque componimenti possono essere letti scaricando il pdf dalla homepage della Pgi.

Per quanto concerne la rassegna generale il primo premio dell’edizione 2017/18 è stato assegnato a Mara Oregioni, autrice della poesia Tramunt scritta nel dialetto di Verceia. Secondi a pari merito la poesia di Maura Gurini La sc’clapa de la sc’trìa, nel dialetto d’Isolaccia, e Nina, la marcina ne l’Agualar di Giovanni Peretti, nel dialetto di Bormio. Tutti i componimenti del concorso potranno essere letti nei prossimi giorni sulla pagina web: http://www.cssav.it/concorso-di-poe... La Pro Grigioni Italiano ringrazia il Comune di Sondalo e il Centro studi storici Alta Valtellina per aver accolto la collaborazione alla rassegna del Sodalizio, per aver dato la possibilità d’istituire un premio per la miglior poesia dialettale grigionitaliana e per aver potuto includere nella giuria di quest’anno un rappresentante della Pgi nella persona del collaboratore regionale Giovanni Ruatti.

Presto la macchina organizzativa del concorso si rimetterà in moto e la Pgi invita le persone di tutto il Grigionitaliano che hanno dimestichezza con la scrittura del dialetto a partecipare alla prossima edizione.

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Poesia
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Il saggio non si giudica indegno dei doni della fortuna, non ama le ricchezze ma preferisce averle; non le accoglie nell’animo ma le tiene in casa; non rifiuta quelle che possiede ma le domina e vuole che essa offrano maggiori possibilita’ alla sua virtu’.

Seneca

 
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