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Regionale
lunedì 16 aprile 2018.
Perché mi candido?
La parola a Manuel Atanes del Partito Socialista

Da questa settimana, per aiutare nelle loro scelte i cittadini che dovranno recarsi alle urne il prossimo 10 giugno, presenteremo in ordine alfabetico e settimanalmente un breve curriculum di ogni candidato e le risposte date da ciascuno di loro alle nostre tre domande!
Questa settimana tocca all’onorevole Manuel Atanes del Partito Socialista.


Manuel Atanes, granconsigliere in carica

Sono nato nel 1964 a Roveredo, dove sono cresciuto e ho frequentato le scuole dell’obbligo. Ho fatto della mia passione il mio lavoro ottenendo, dapprima, la patente d’insegnante a Coira e in seguito, dopo diversi anni d’insegnamento a San Vittore, il diploma di direttore scolastico. Sono responsabile delle scuole di Grono, San Vittore e Roveredo. Collaboro con l’alta Scuola Pedagogica dei Grigioni quale coordinatore della pratica professionale.
Sono sposato con Ramona e ho un figlio, Samuel. Nel tempo libero mi piace leggere, fare escursioni in montagna e cucinare.
Sono domiciliato a San Vittore, dove sono membro della Commissione comunale per la revisione degli statuti, delegato comunale per la CIDA e faccio parte della Sovrastanza patriziale. Sono segretario del locale Sci club e da sempre attivo nella vita culturale e sociale.
Da una legislatura sono Granconsigliere per il partito socialista. Faccio parte della Commissione per l’educazione e la cultura nella quale sono l’unico rappresentante eletto nel Grigionitaliano. Durante la corrente legislatura sono stato presidente di due commissioni temporanee e presidente della deputazione del Grigionitaliano per le sessioni parlamentari del 2016-17.

Perché ho deciso di ricandidarmi

Nella legislatura in corso ci sono stati temi che ho seguito con particolare interesse e che mi stanno a cuore, il mio desiderio è di continuare a seguirli e dare ancora il mio contributo. Un esempio è la questione linguistica. Le occasioni nelle quali da italofono mi sono sentito parte di una minoranza, purtroppo non sempre rispettata, non sono mancate. Quest’autunno si andrà a votare sull’iniziativa che vuole abolire l’insegnamento della nostra lingua nella scuola elementare tedescofona. Come ho avuto già modo di scrivere in un articolo di approfondimento sul tema, si tratta, a mio avviso, di un vero e proprio affronto per il Grigionitaliano! Voglio perciò essere presente in prima persona e difendere la nostra dignità di cittadini grigionesi.
La vicinanza con il Ticino è una grande opportunità per la Regione Moesa che può anche però comportare delle insidie delle quali è necessario essere consapevoli. Si è visto chiaramente quando il Ticino ha deciso di aumentare i controlli per chi crea una società sul suo territorio. Il risultato è stato un aumento delle “società buca lettera”, con le conseguenze che tutti conosciamo: danneggiamento del territorio, del mercato del lavoro e un incremento di costi per taluni uffici pubblici; nella sostanza un deterioramento dell’immagine del Moesano. Se ora i nostri vicini dovessero decidere di introdurre i salari minimi, bisognerà evitare a tutti i costi che il Moesano diventi una sorta di Far West dell’economia, dove s’insediano delle realtà “produttive” soltanto perché i controlli sono meno severi e si può fare pressione sui salari dei collaboratori. Anche per questo motivo, a Coira voglio continuare a impegnarmi per un Cantone che investe in una formazione di qualità; questo perché è la migliore garanzia per un salario dignitoso.

C’è qualcosa che le piacerebbe venisse realizzata dietro sua proposta?

A breve il Governo risponderà al mio incarico riguardante il futuro dei media. Lo slancio che fortunatamente c’è stato per combattere la “No Billag” dovrebbe continuare. L’informazione è vitale per il nostro sistema democratico! Spero con ciò che l’Esecutivo sostenga la mia richiesta di uno studio che valuti le possibilità di sostegno ai media.

In che modo pensa di potersi rendere utile alla sua regione?

In questa legislatura sono intervenuto in Parlamento per i seguenti temi: la sicurezza dell’A13, la questione della LIA (albo degli artigiani in Ticino), i controlli salariali da parte del Cantone, il numero di emergenza 117, la questione relativa le società offshore, il futuro dei media e i mezzi didattici nelle scuole. Per questi temi ho sempre cercato la collaborazione e il sostegno in particolare degli altri granconsiglieri moesani, questo perché sono convinto che a tutti i livelli istituzionali ci sia bisogno di più spirito di collaborazione oltre gli steccati dei partiti. Promuovere la nostra regione passa anche dall’essere rappresentati nell’amministrazione cantonale. Un aspetto di fondamentale importanza, per il quale mi sono già impegnato e per il quale mi voglio impegnare ancora maggiormente nei prossimi quattro anni, questo anche grazie all’esperienza e alla rete di conoscenze acquisite in questo primo quadriennio.

Sul sito del mio partito ho scelto come motto la seguente frase: “Progresso significa un Moesano che non sia solo autostrada e “società buca lettera”, ma un luogo dove i giovani possano crescere professionalmente e culturalmente per continuare a contribuire a quel meraviglioso insieme di storie e di realtà vissute che è il nostro Cantone.”
Per raggiungere questo traguardo chiedo il sostegno dei miei concittadini per le elezioni di giugno!

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C’è più imbecilli tra i dotti che tra gli ignoranti: più villanie si commettono in città che in campagna: più barbarismi diconsi nelle accademie che nel mercato: più atti di barbarie si fanno in gente incivilita che in barbara.

Niccolò Tommaseo, Pensieri morali, 1845

 
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