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Editoriale
lunedì 12 marzo 2018.
Cicerone e i tempi moderni
Ovvero: niente di nuovo sotto il sole!

Tutti noi abbiamo sentito almeno una volta parlare di Cicerone e della sua arte oratoria tanto che non ci siamo mai chiesti se avesse altri meriti oltre alla sua capacità di parlare e convincere!
Cicerone, invece, era più di questo perché aveva saputo interpretare esattamente il periodo in cui viveva cercando anche di porvi rimedio anche se con poco successo. Da buon politico aveva capito che per poter cambiare la società bisognava rinnovare la cultura proponendone un nuovo modello insieme ad un nuovo modello di uomo e di società! Cicerone partiva dalla constatazione della crisi della società romana: istituzioni non più capaci di fare politica, mancanti di autorevolezza e vittime dei giochi di parte. Dei politici poi diceva che erano mediocri, nel senso che o erano poco intelligenti o erano persone senza scrupoli. I politici non avevano senso civico e nella politica mancava addirittura il senso morale ed in più era stato perso il senso dello stato. La crisi era dovuta, secondo lui, alla crisi della società! Ragion per cui bisognava cambiare la società perché non sarebbe bastato cambiare la politica. I Romani, per Cicerone, non avevano più valori né punti di riferimento! Le giovani generazioni erano lontane dalla politica ed erano interessate più al piacere immediato avendo smarrito l’idea di se stessi e del futuro! Rileggendo Cicerone e osservando la società attuale mi sembra di essere piombato nel primo secolo avanti Cristo!
Cicerone però suggeriva anche una via d’uscita a tutto questo: l’educazione!


Giuseppe Russomanno
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“Per manipolare efficacemente il popolo, è necessario convincere tutti che nessuno li sta manipolando.”

JOHN KENNETH GALBRAITH

 
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