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Lettere dei lettori
martedì 6 febbraio 2018.
78 milioni di illeciti nei conti della Posta
Comitato uniti in difesa del servizio postale

La Posta, in un comunicato stampa odierno, ha reso noto che l’Ufficio federale dei trasporti (UFT) in sede di revisione dei conti di Autopostale Svizzera SA, una filiale di Posta Svizzera SA, ha percepito dalla Confederazione e dai Cantoni indennità troppo alte per l’erogazione di servizi di trasporto pubblico.

Autopostale SA, sempre secondo il comunicato, avrebbe effettuato pratiche contabili illecite per un ammontare di 78,3 milioni di franchi, durante otto anni, ossia tra il 2007 e il 2015.

Da quando la Posta è stata trasformata in società anonima vi è stato un continuo peggioramento del servizio per i cittadini e delle condizioni di lavoro: la chiusura degli uffici postali è solo l’esempio più conosciuto.

Oggi prendiamo atto che, a questi effetti negativi, dobbiamo aggiungere anche la perdita di rigore e di etica da parte della Posta. Già in passato il nostro comitato aveva osservato che i conti generali presentati dalla Posta sono abitualmente di difficile lettura e comprensione.

La Posta ha comunicato di aver esonerato dai loro incarichi i vertici di Autopostale (il direttore operativo e il direttore finanziario). Le condizioni dell’esonero non sono state rese note.

I manager di queste aziende dimostrano sempre meno attenzione nei confronti del proprio personale e dei cittadini e sono sempre più concentrati a fare profitti per poter beneficiare di maggiori bonus.

Questi bonus dovrebbero essere in relazione diretta con gli utili della Posta i quali, in seguito ad incassi illeciti, saranno decurtati di 78 milioni.

Di conseguenza, il comitato si chiede se anche gli alti dirigenti restituiranno quanto ricevuto di troppo in questi anni sotto forma di bonus.

Per il comitato: Graziano Pestoni 079 456 99 44

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Il saggio non si giudica indegno dei doni della fortuna, non ama le ricchezze ma preferisce averle; non le accoglie nell’animo ma le tiene in casa; non rifiuta quelle che possiede ma le domina e vuole che essa offrano maggiori possibilita’ alla sua virtu’.

Seneca

 
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